Oggi ho ricevuto un messaggio da un amico, una persona che ho conosciuto per caso 30 anni fa, su una nave, mentre mangiavamo dei panini con dei semi di papavero.

Una persona più grande di me, una persona molto diversa da me, una persona che abita lontano da me, una persona che vive la vita conn stimoli e sensazioni diverse, molto diverse dalle mie.

Una persona che in qualche modo si è legata a me, ed io a lui, una persona che da trenta anni cerchiamo il modo di sentirci  e di vederci non appena possibile, una persona che poco lo affliggeva, che poco lo scalfiva, che poco lo turbava; una di quelle persone che ammiri perchè sembra che tutto gli scivoli addosso.

Eppure, oggi dopo trenta anni, scopro che così non è, che anche queste persone vivono delle emozioni importanti, situazioni di conflittualità, situazioni di imbarazzo.

Anche queste persone, che apparentemente non considerano il mondo, lo temono e ne vengono turbate.

Me ne dispiace, certo, ma nel dispiacere ho provato il piacere nel vedere che seppur lontani, seppur differenti come età, seppur tutto, ha preso il suo bel tablet e mi ha scritto riportandomi quanto gli succede.

Sono questi i momenti in cui si vede l’amicizia, in cui si percepisce chi hai davvero intorno in cui ti rendi conto se sei solo.

Mi è dispiaciuto tanto sentirlo a terra, ma scrivendomi sapeva che ci sarei stato e ne ha avuto conferma.

Non sono momenti belli, ma prendendosi per mano magari è più difficile affondare.

così. per dire. CJJ