Mi sono reso conto che con il passare degli anni e delle stagioni, la vita si fa sempre più complessa e io l’affronto in maniera sempre diversa.

Non so se sia dovuto all’esperienza che, accrescendo, mi fa vedere le cose sempre più nel dettaglio e nelle sue sfumature, o se davvero invecchiando divento, come si suol dire, meno tollerante agli altri.

Probabilmente è la combinazione delle due cose, la minore superficialità mia e la poca voglia di subire e sentirsi in gabbia., di essere meno tollerante ai soprusi, alle persone saccenti, alla superficialità, alla mediocrità, alla poca precisione e al cattivo fare.

Quello che da bambini era solo una riga celeste sopra delle sagome di noi, con il tempo si è trasformato in cielo con un sole tondo e sorridente, poi una sfumatura celeste con un sole che si nasconde dietro a delle cupe nuvole ed oggi, che ho visto tanto mondo scorrere vicino a me, il cielo è qualcosa di poco tangibile, qualcosa che ci tiene vivi ma anche prigionieri in questa grande gabbia che è la terra.

Non so quale sia il mio percorso, come nessuno di noi lo sa, ma di una cosa sono certo, non sarò mai un numero su questa terra, almeno questo no.

Finiranno i miei giorni, come giusto che sia, ma voglio arrivarci pensando di aver costruito e non distrutto, di aver generato e non estirpato, di aver dato e non rubato, di aver guardato e non abbassato gli occhi, di aver udito e non di aver finto di dormire, di aver amato e non rimpianto, di aver sognato e non atteso, di averci provato e non di aver sperato che qualcuno lo facesse per me.

C’è una grande differenza tra criticare e giudicare. Io mi critico sempre, ma non mi giudico mai perchè è meglio tuffarsi nel mare per cercare di salvarsi che rimanere in una barca e vederla affondare per la paura di nuotare.

così. per dire. CJJ

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