Un giorno, di molti anni fa, un uomo e un megafono e un mulo erano lassù, avete presente dove le colline toccano il cielo? Ecco, proprio lì.

Convinto che quello fosse il posto migliore dove fermarsi, l’uomo fermò il suo asino, scese con fare fiero e sicuro, ed estrasse dalla sacca il suo megafono.

Soddisfatto della sua scelta, l’uomo si guardò intorno, cercando qualcosa di animato e vivo. Nessuno, proprio nessuno si porgeva alla sua vista.

Ora tocca a noi, disse al suo asino ed al suo megafono.

Un bel respiro, ma proprio bello e quando ebbe i polmoni pieni, ma pieni pieni, avete presente quando sentite i polmoni appoggiarsi al costato? Ecco, in quel preciso momento avvicinò la bocca del megafono alla sua ed urlò “C’è nessuno ?”

La mano scese, portando lo strumento vicino alla sua gamba destra, con la mano sinistra accarezzo il suo asino, che impassibile lo guardò.

Niente e nessuno, ma proprio nessuno apparve agli occhi dei due e del megafono.

Dobbiamo provare ancora, ed ancora ed ancora… disse l’uomo.

“C’è nessuno?” ripeteva attendendo sempre meno tempo tra un urlo ed un atro.

La speranza scemava e la tristezza anche, a l’uomo non desisteva e perseverava con il suo megafono a cercare qualcosa che gli facesse compagnia.

Nulla, proprio nulla accadde, non c’erano altre colline sulle quali andare per provare, non c’erano altri posti dove urlare e sperare, erano loro tre, solo loro tre a vivere quel posto.

L’uomo guardò l’asino, poi la sua mano e il megafono, guardò quello che aveva intorno e quanto silenzio c’era, poi ad alta voce esclamò: “Dobbiamo sostenerci a vicenda”.

L’asino non capì, non poteva capire, il megafono non sentì, lui poteva solo ripetere.

Il giorno finì, la notte fece capolino e dei tre si perse traccia.

Molti anni dopo, un altro viandante arrivò su quelle colline, avete presenti quelle dove toccano il cielo? Ecco, proprio quelle lì.

Arrivato sul ciglio della collina trovò delle ossa, alcune dovevano essere umane, altre di un animale. “poverini” esclamò, “non posso far loro una lapide , poi con cosa”, poco più là vide un megafono, bello e lucente.

L’uomo si avvicinò, lo prese e lo mise nella sua sacca felice, perchè consapevole che solo grazie a lui avrebbe potuto far riverberare la sua voce miglia e miglia più in là.

Così. Per dire. CJJ

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