Rutilismo…

Ebbene si, oggi sono così incazzato con il mondo che voglio parlarvi del Rutilismo.
Di che?
Del rutilismo, caratteristica di coloro che sono rossi per natura!
come sarebbe possibile che esistano al mondo i rossi se è una caratteristica recessiva rispetto a qualsiasi altro colore di capelli?
se è recessivo, mi verrebbe da pensare che solo tra due rossi possa nascere un rosso.
e questo che c’entra con il rutilismo o con il girarti le palle in maniera vorticosa?
molto e sapete perchè?
perchè oggi mi sono fatto un migliaio di chilometri, per risolvere delle piccolezze altrui, che si sono concluse con un incontro inaspettato; avete presente quando nel vostro immaginario vi configurate una persona prima ancora di incontrarla? ecco, io quella persona me la ero immaginata adulta, alta, con i capelli bianchi e riccioli, corposa e saggia.
ero quindi alla stazione, in attesa che arrivasse Rav, ma da quel maledetto treno non usciva nessuno che gli assomigliasse.
Una decina di ragazze, (attendevo un uomo), molti ragazzotti (qualcuno di colore e decisamente adolescenti), un minchione con una coppola di lana, camicia bianca e vestito natalizio, e un paio di tardoni bancari di ritorno dal loro faticoso giorno di lavoro dietro alla cassa (oggi mi è presa così… scusasse).
possibile che abbia sbagliato ora?
guardo l’orologio, 15.28, guardo il cartellone (binario 1), osservo la sala di aspetto (2 mq a volergli bene), mi guardo intorno… sono solo! ma che cazzo (penso, dico, stavo per urlarlo)
possibile che una giornata storta così, finisca sempre più storta?
prendo il telefono, cerco il numero pensando alla disgraziata che mi risponderà dall’ufficio (ne mangio una oggi), quando squilla il telefono… è RAV!
con accento straniero e poco capibile riesco a decifrare l’enigma… mi è passato davanti ed è fuori dalla stazione.
Esco tenendo il telefono in mano e…. il saggio, corposo, elegante, bianco ed adulto signore che aspetto non è altro che… il minchione di prima.
lo guardo pensando malissimo, mi guarda abbassando lo sguardo a terra (siamo messi bene è pure timido).
lo saluto pensando se gli potrò dare la mano o se fosse meglio dargli subito una manata, opto per la distanza ed un ottimo “lei”, lui mi risponde in un inglese talmente fine che io sembro figlio della regina madre.
facciamo insieme un decinaio di chilometri in rigoroso silenzio fino a quando mi dice:
“siamo lontani dall’ufficio? perchè vorrei riprendere il treno alle 16.00”
dentro me penso che oltre a minchione è anche rimbecillito (sono le 15.48) e tutta la mia riunione astrale, fatta di scambi culturali, tecnici ed astrali, si smaterializza.
“no, siamo vicini, ma per le 16 non ce la fa a riprendere il treno”
“ok, non si preoccupi, ne ho un altro alle 16.15”
“perfetto, quello si” (nemmeno se girassi sul posto ce la farebbe, penso dentro di me).
arriviamo in ufficio, salutiamo tutti, inchini reverenziali e con “mi date i dati dell’azienda così ci vediamo lunedì” il mio super eroe (prima), minchione rimbecillito (dopo) spiazza la folla antistante.
una collega di merende le da un foglietto con i dati che ha chiesto e senza aver varcato la porta centrale di oltre 3 metri, il vagabondo si gira, saluta e guardandomi dice “andiamo,facciamo tardi”.
scendo le scale, osservando che non ha mai alzato il capo e pensando che lo bastonerei per il tempo che mi ha fatto perdere, lo infilo in macchina (letteralmente parlando) lo guardo grondare dal caldo (vestito invernale com’è) e lo riporto alla stazione.
Non gli parlo, non se lo merita, lui guarda in basso, strano, poi dal nulla mi dice:
lei conosce il rutilismo?
no, mi dispiace non lo conosco.
il rutilismo è la caratteristica delle persone rosse.
rosse? alzo il capo, le orecchie, le antenne e qualche altra cosa e la persona minchiona rimbecillita, sudata e con un bel vestito invernale, diventa magicamente simpaticissimo.
poche parole, pochissime, ma simpatiche. mi racconta di come mai quando due rossi si vedono si abbracciano, da dove deriva la loro saggezza e sapienza e, men che non si dica, quella visita lampo, quella sveltina, diventa magicamente una visita molto interessante.
Mi lascia chiedendomi se lavoro la domenica. ok, sei simpatico ma rimani minchione e rimbecillito (penso). No, mi dispiace, gli rispondo.
Non si preoccupi, ci vediamo lunedì.
perfetto.
ah, mi dice allontanandosi, poi le racconto una storia fantastica sui rossi e sul fatto che sono destinati ad estinguersi come il saola.
Certo, gli rispondo, pensando a chi cazzo sarà il saola.

lento ma cortese, si allontana da me, torno in auto e mi garibaldo altri km.
Minnie mi ringrazia, io mi incupisco, rientro in ufficio, faccio in tempo a barcocchiare qualcuno che tanto prima o poi lo scuoio, e me ne vado.
per oggi basta, penso, ed invece no!

sotto casa c’è una festa etnica di una comunità che non conosco, che parlano una lingua assurda e che bevono fiumi di birra.

Ok, oggi la giornata è perfetta. ne scapo uno, ne mangio un altro e scosio il terzo.
così. per dire. CJJ

ps ogni fatto raccontato è successo da vero, questo è vero casino.

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