Quando il corpo ti parla

Oggi, da una persona che “adoro”, mi sono sentito dire:

Lo capisci che il tuo corpo ti sta parlando? Come te lo deve dire (il corpo) che…..

Parole semplicissime e dirette al cuore, precise precise, ancor più precise se incastonate nella giornata che sta per concludersi.

Il mio corpo cerca di comunicarmi qualcosa?

Perchè?

Perchè non lo sento?

perchè non l’ho sentito?

Perchè non lo capisco?

Perchè non lo voglio capire?

 

Ovviamente non ho una risposta da dare, l’avessi avuta avrei sentito il mio corpo prima, ma credo che non tutti si abbia la stessa percezione, sensazione, cura e consapevolezza del proprio corpo.

Beh io sono uno che del corpo non ha mai avuto un grande interesse, a me delle sue sfumature, delle sue piccole o grandi esigenze non mi è mai importato molto, a me quello che interessa è la mente e come usavo dire “che si organizzi (il corpo ovviamente)”.

Ecco perchè credo di non aver mai sentito parlare la mia pancia, il mio stinco destro, il mio ginocchio sinistro, il premolare, il duodeno, ecc. ecc.

A me importava ed importa aprire la mente, sviscerare i ragionamenti, trovare le soluzioni e capire, capire ed ancora capire chi mi sta davanti (anche dietro e di lato).

Il corpo? Il corpo per me è un gingillo che c’è ma che non mi interessa, un frugolo che esiste, un appendice alla mente, un qualcosa di pesante da trasportare ma tra l’inutile ed il superfluo.

Si, credo, ma l’ho sempre creduto, che un uomo (almeno io) sia solo mente, solo ed esclusivamente quella, niente di più e niente di meno.

Ed allora come la mettiamo con l’intestino tenue, con l’esofago, con la tiroide, con il th3 e th4, con il cortisolo, con i citoplasmi, ecc. ecc?

La mettiamo così…. ci sono, stanno lì e se hanno dei problemi si levano dalle palle e lasciano il posto a chi ci sta bene. punto e basta.

Meglio perdere l’uso della ragione ma avere un corpo da nuotatore o avere una mente sublime in un corpo deforme?

Ognuno la sua risposta, la mia è sempre, e sempre sarà, meglio primeggiare con la mente che con il corpo.

Ecco che arriviamo alla fine della domanda; perchè non l’ho sentito e non lo sento parlarmi (il corpo)?

Perchè non me ne frega una emerita….. nena del corpo. Lui c’è e ci sarà, ma io vado avanti con o senza di lui, io non potrò mai modificare le mi ansie, le mie curiosità e le mie considerazioni per stare ad ascoltare la mascella o l’epicondilo.

Vero, verissimo, giusto ed anche giustissimo ma…..

ma questo ragionamento è valido fino ad una certa età o fino ad un certo punto, poi il corpo bussa, sbatte e si fa sentire, se non lo capisci ti abbatte e ti sdraia, e se fingi di non credergli ti annebbia la mente e quando fa questo…… beh son cazzi perchè ti mette in condizioni di capire che “ok non servo molto ma ci sono e se ci sono mi devi tener bene”

Si, arriva il momento in cui anche lui, seppur inutile e pesante, va ascoltato e chi, come me, non sa proprio da che parte rifarsi, dura fatica, molta, moltissima a capirlo, figuriamoci ad assecondarlo, non sa come prenderlo e gestirlo.

Ma anche qui, la natura, seppur confusionaria ed eclettica ci mette la sua…. ti affianca persone che vedono e sentono ciò che non vedi e senti e loro, queste sagge persone, ti stressano, ti rompono, ti scassano e ti aiutano a capire, a riflettere e a fermarti.

 

Poi arriva il giorno in cui capisci che hai bisogno di lui, come di tutto il resto che ti circonda e dall’invulnerabilità giovanile, capisci che il tempo scorre anche per te, che la vita ha un inizio ma anche una fine (questa è la parte peggiore, capire che c’è una fine) e che devi, devi, devi fermarti per volerti bene.

Un cucchiaino di zucchero con tre gocce di limone e si riparte….. veloci, veloci.

Un giorno imparerò ad ascoltare meglio il mio corpo, ma non potrò mai fermare la corsa del mio cervello, come non potrete mai impedire ad un cavallo di correre in un prato verde.

Si, per me il cervello è così, un cavallo che corre libero e felice in un prato verde e sconfinato.

Non lo fermerete mai e nessuno mai lo rallenterà. Potrete farlo abbeverare una volta di più, potrete chiedergli di cambiare le staffe o i ferri, una volta di più, ma lui deve correre, quella è la sua natura e lo sarà per sempre.

Esistono uomini e uomini ma non sono mai riuscito a vedermi nè di un tipo (rambo) nè nell’altro (einstein), io mi sono sempre sentito una leggerissima brezza mattutina.

così. per dire. CJJ

ps solstizio, plenilunio, cielo terso e vento tiepido di mare… che notte!

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