Qualità della vita

Sono giorni che penso e rifletto, sul significato della frase “dobbiamo pensare alla qualità della vita”.

Ci penso molto, sempre più spesso, senza però capire cosa significhi di preciso. Avere tempo per sé stessi? Ok ma quanto?

Fare le cose con più calma? Si, ok, ma quanta calma?

Prendere la vita con più spirito e meno seriamente? Sì, ok ma quanto meno e come?

Poi, come sempre mi sccade, ho trovato qualcuno che con me ci incastra ben poco,uno di quei personaggi che evito quando li vedo per strada, che evito di salutarli sperando che non si accorgano di me, insomma un gran rompi palle, il quale mi chiama, aiuto… mi tocca rispondere al saluto, si avvicina con un bel bicchiere di birra fredda e mi dice: dobbiamo pensare alla qualità della vita (un altro? Penso io) ed io lo faccio,! Se pensano di controllare me si sono sbagliati, colazione la mattina, pranzo e alle 16:38 mi levo dalle palle! Lo guardo, tra lo sconfortato e il geloso, lui è fiero del suo fancazzismo, io deluso dalla mia voracità professionale, poi continua. Sai quante volte ho fatto finta che….., detto che….., simulato che….., perché non avevo voglia? Dopo tutto …… O girano soldi veri e se lo vanno a pigliare nel …
Mentre parla si rende conto del mio silenzio ( che non è assenso) e che non replico, mi guarda e mi dice: forse per te non è così! si allontana.

Lo guardo allontanarsi e mi domando se i suoi figli sentendo un genitore dire queste cose penseranno che si lavori per vivere o si viva per lavorare?

C’ho pensato tanto, tutta la notte, tanto a me il sonno mica piace, ed alla fine la domanda iniziale “cosa sarà la qualità della vita?” Non ha avuto risposta!

Cosi? Per dire? Chissà?

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