Sommi, sottrai, tiri una riga e poi…..

tutto, prima o poi, arriva al capolinea.
alcune volte ci mette del tempo, altre meno, altre ancora stenta ad arrivarci, ma tutto, proprio tutto, arriva alla conclusione e quando ci arriva, in quel momento, ti obbliga a tirare le somme.
qualcosa è fatta bene, qualcosa è fatta male, qualcosa l’hai sottovalutata e qualcosa ti è riuscita anche troppo bene. sorridi.
sommi, sottrai, tiri una riga e guardi il risultato.
il risultato, appunto, è la parte golosa della questione.
ci sono persone che non lo guardano, positivo o negativo che sia, non lo vedono? un risultato? di che si parla? non importa! ho sempre ragione io, c’è chi lo vede negativo seppur positivo (vittimismo cronico o voglia di migliorarsi…. decidete voi), chi lo vede positivo (bicchiere mezzo pieno o illusione ottica…. decidete voi) ed infine chi lo guarda e non capisce.
non so voi quale di queste persone siate, ma poco importa, rimane che le somme e le sottrazioni dovete farle tutti, anche voi.
poi rimane il fatto che forse non accetti il risultato e metti in dubbio le operazioni, forse ci voleva la somma ed hai sottratto o forse hai sottratto quando ci voleva la divisione. insomma quando proprio non ti torna, allora il bruchino della mente, quel tarlo bestiale che non da mai pace, si insianua nei tuoi pensieri e si mette lì, a scavare.
scava, scava, scava e alla fine arriva al cervello… che emicrania.
poi ci sono situazioni che non affronti, che non puoi affrontare, che non vuoi affrontare, che non devi affrontare.
c’è chi ci naviga alla grande, nelle cose non affronatate, chi ne fa una questione di vita, nel non affrontare niente, chi invece si incaponisce e se non le affronta (nel bene e nel male) ci si fa male perchè se le lasci lì, queste cose, ti guardano, ti osservano e ogni tanto (dipende da come consideri lo scorrere del tempo) ti infastidisce vederle e sentirle così curiose. non puoi fingere, le guardi e loro ti guardano, le osservi e loro te e ti domandi “ma che cazzo (ops) vogliono da me?”
e risiamo al punto di partenza. affronti o no? si certo. no. nemmeno ci penso. chi mi guarda? in che modo? come devono essere affrontate? te ne sbatti? ma nemmeno se ne parla. le hai assorbite. neanche per sogno. ed allora riapri il cassetto, che è stracolmo di pensieri che vorresti tirar fuori, pensieri che farebbero tremare ogni esercito se solo tu ti decidessi di tirarle fuori e pensi … ok ora si entra in guerra, devono smettere di rompermi le palle, i pensieri,ma poi….. trovi sempre un perchè (magari perchè sei una persona buona, magari perchè è meglio così, magari chissà) che ti porta a richiudere i pensieri in quel cassetto, controvoglia ma lo chiudi. ma te sai che sono lì, lo sai, lo sai bene, casomai servissero.
ogni volta, ogni singola volta così. riguardi, ricontrolli, sottolinei e prepari. pronti, attenti e ….. aspettiamo, diamoli ancora del tempo, passeranno, tutto finirà ecc. ecc. dipende da chi sei.
poi ci sono le cose che gli altri non capiscono. quelle che loro vedono come sconfitte e noi come vittorie. loro come delusione e noi come euforia. loro le vedono e noi no, noi le vediamo e loro… ma che è successo? e con queste come facciamo?
devi dimostrare qualcosa a qualcuno? si? sempre? ogni quanto? ma no! basti te, solo te, quando sei in pace con te…. ma che frase strana, che frase assurda…. ma davvero? vorrei vedere quanti sono quelli che lo pensano davvero.
insomma, scorrono i momenti, scorrono le situazioni, si affievolisce tutto ma le cose non affrontate no, quelle ti guardano e non dormono mai.
qualcuno potrebbe pensare che no. non ne vale la pena sono solo brutti pensieri, però che smania. no, no, non ne vale la pena, però …. ma no, non ne vale la pena e ti fermi, ti fermi a pensare sperando di scacciarli dalla mente.
poi ti giri intorno, vedi quelli che ti dicono le cose per farti male, pensando di farti bene (non ci credi), quelli che per farti bene taccioni (e ti fanno male) e quelli che se ne sbattono le palle pensando solo a se stessi e te, con la tua forza, qualunque sia, guardi tutto e tutti con il coltello tra i denti, lo zaino carico di pensieri e ricordi, di somme e sottrazioni, vai avanti e lavori per dimostrare a te stesso, solo a te stesso che sei, che sei sempre stato, che vali più di tutto sommato e soprattutto e che quello che hai ottenuto, quel risultato appunto, non ti è stato regalato da nessuno, mai e poi mai e c’è così tanta gente che te lo dimostra quotidianamente…..
sai, perchè sai. sai, perchè sai ed infine sai, perchè sai e quindi ok. accetti. sotterri l’ascia e speri che tutto passi, ma guardi il risultato. ricordi dove è l’ascia.
assorbi i sorrisi di chi hai intorno, meno male ci sono, assorbi il piacere di saperti forte e grande, come sempre, ed aspetti, aspetti ed aspetti sapendo che stando sulla riva del fiume prima o poi passerà, perchè passerà e quando passerà, tronco o cadavere che sia, saranno cazzi sua, e che cazzi (sigh), perchè gli attraventerai tutto quello che trattieni da tempo, riaprirai il cassetto dei ricordi e giù…. e se era già morto? pace, lo sgretolerai, se stava per morire lo disintegrerai, se era vivo …povero lui.
poi ci sono persone che invece sulla riva non ci vanno, non ci sanno stare ed invece di capire o di condividere deducono qualcosa che non c’è o non esiste, pensano di sapere di capire e di illuminare, e giù fiumi di parole …. a vanvera.
infine ci sono coloro che voglio stare zitti, perchè è meglio, perchè è sempre meglio, perchè …. non mi abbasso a tanto! altra frase epica ed assurda di chi non ha o forse di chi ha di più degli altri e vive molto meglio.

insomma, come vedi eventi simili, soluzioni dissimili e natura diversa portano comunque a tirare una riga, a prendere in mano una calcolatrice e ad ottenere un risultato.

ora che ci penso, ogni tanto le stesse somme non danno gli stessi risultati, ma capita, ogni tanto capita ed il bello è capire se siamo noi a voler sbagliare, se è la calcolatrice che ha le pile scariche o se …. siamo in panne.

comunque sia, il risultato, accettarlo o meno non dipende solo da questo, ci sono altri fattori, gli altri fattori, e quanto pesano gli altri fattori, ma ci vorrebbe un altro post… lo farò, non ora.

insomma, in conclusione, alla fine, per chiarirci, fai sempre quello che ritieni opportuno giusto ma sopratutto che ti faccia bene ma sappi che le somme dovrai farle, dovrai convincerti che tornano, dovrai accettarle e poi dovrai assorbirle. Perché se ogni volta riapri il cassetto e ti contesti, operazioni e pile, non arriverai mai al dunque. fidati.

non so, tornando all’inizio, tu chi sia, che persona sia, ma spero che tu abbia qualcuno vicino che prendendoti per mano, ti chiarisca se le pile erano scariche, se le operazioni erano giuste e se ne valeva la pena. poi sorridi, sorridi sempre, perchè la vita è una sola, solo questa e quando le nuvole passano, quando il sole si oscura, quando senti voci lontane, non preoccuparti, fagli una bella linguaccia. la vita va avanti che tu abbia ragione o molta ragione, va avanti. sorridi. il mondo è lì che ti aspetta e se proprio non ti riesce pensa che per ogni persona che non è convinta (per invidia? per rabbia? per gelosia? per ipocrisia? perchè si? perchè nemmeno lo sa? siamo sicuri lo pensi?) ce ne sono cento che pensano, sanno e dicono quanto vali, che gli hai dimostrato quanto vali, che gli hai fatto vedere quanto vali (perchè ricorda a te non ti ha mai regalato niente nessuno….) e se nemmeno questo ti basta, guardati intorno, cerca tra chi ti è vicino e vedrai che nei suoi occhi c’è la verità, lei non mente mai, non c’è motivo, non c’è ragione e tutte le somme torneranno, le nubi passeranno, il vento smetterà di soffiare e te sarai soddisfatto di te. fai una linguaggia.

ah, dimenticavo, qualunque cosa tu pensi, ricordati di voler bene solo alle persone che ti vogliono bene, pensa a loro, considera loro e non lasciare spazio a quelle cose con il segno meno in quella tabella. ci sono, ci saranno, c’erano, ma sono quelle persone, quelle che ti vogliono bene che si meritano i tuoi più, solo loro. fai una linguaccia, fanne un’altra e sorridi alla vita! un bacio!

così. per dire. CJJ

ps riflettono e si confrontano solo coloro che non temono di sbagliare e di correggersi. lo fanno perchè sono puri, lo fanno perchè hanno bisogno di cresere, lo fanno perchè non si sentono superiori, lo fanno perchè sono giusti, lo fanno perchè possono guardare tutti negli occhi, lo fanno e basta. poi il tempo passa e basta, ognuno per la sua strada, si fa sul serio, non si scherza più.

pps ogni singolo frammento di quanto sopra, sotto, davanti e dietro è, come sempre è stato e come sempre sarà, è per me, solo per me, niente altro che per me. un sorriso

pps ogni evento importante della mia vita è stato accompagnato dalla neve. Stasera sarà importante, ora ne ho la conferma.sorridi.

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