Paura o consapevolezza?

7 Marzo 2020 0 Di admin

Che se ne voglia o no, questo virus ha rimesso a fuoco la vulnerabilità dell’uomo. Ci ha fatto capire quanto è grande la nostra fragilità difronte alla sua grandezza. E’ bastato qualcosa di infinitesimamente piccolo per sgretolare certezze e futuro, per rendere insicuro il mondo intero, per rimpiangere le barriere ed i confini, per capire che non siamo nati per essere globali e che dobbiamo accettare le nostre diversità.

Abbiamo capito che non c’è un interesse globale nell’aiutare l’uomo e men che mai quella di aiutare il proprio popolo. Abbiamo mescolato la paura di passare da razzisti con quella di impedire dolore, abbiamo chiuso gli occhi all’evidenza e, cosa ancor peggiore, senza ascoltare chi, con scienza e coscienza, ci chiedeva di isolarci.

Ci hanno voluto dimostrare, per l’ennesima volta, che la politica sa sempre tutto e su ogni argomento, ma scoppiato il disastro, abbiamo visto quelle stesse persone negare l’evidenza senza farsi da parte.

Abbiamo visto persone cavalcare la crisi solo per evidenziare i difetti altrui, così come abbiamo subito delle decisioni e indecisioni, consapevoli che chi le prendeva non sapeva nemmeno cosa ci fosse dall’altra parte della medaglia.

Abbiamo accettato che il mondo venisse a noi, quando il mondo ci ha chiuso fuori, abbiamo accettato di essere respinti, rifiutati e denigrati, quando il popolo chiedeva orgoglio.

Abbiamo visto risolvere l’umiliazione con una pizza senza alzare la voce, perchè inconsapevoli di quanto male ci siamo fatti.

Abbiamo visto cosa voglia dire accettare il giuramento di Ippocrite (ve ne riporto solo una parte, ma andrebbe letto)

“… Regolerò il tenore di vita per il bene dei malati secondo le mie forze e il mio giudizio; mi asterrò dal recar danno e offesa. …”

Abbiamo visto quanta energia, passione ed amore, barellieri, autisti delle ambulanze, infermieri, medici, ricercatori e quanti lavorano in un ospedale hanno messo e mettono per alleviare il dolore altrui, sacrificando il proprio.

Abbiamo visto piangere per il lavoro perso, per una Pasqua che non porterà serenità e benessere e un’estate che non arriverà; perchè per chi vive di turismo, attrazioni pubbliche, teatri, cinema, palestre, alimentari e gastronomia saranno solo sconforto e problemi.

Abbiamo visto ordini esteri cancellati, come se una bottiglia di vetro, un formaggio o un salame portassero con loro la nostra italica identità.

Abbiamo visto famiglie in difficoltà perchè non sanno come gestire questa chiusura, perchè esiste anche il lavoro e senza quello si muore di fame.

Abbiamo visto contratti di lavoro cadere, perchè non c’è richiesta e non ci sono soldi.

Abbiamo visto giovani fregarsene di quello che succede, organizzando un rave party.

Abbiamo visto un popolo che non sa capire le regole e, men che mai, seguirle, ma dopo tutto siamo quelli che dicono “fatta una legge, trovato l’inganno” e non “fatta una legge, si segue alla lettera”

Abbiamo visto parlare e sparlare sugli aiuti alle imprese, aziende e quanti lavorano contando solo sulle proprie spalle, ma parole e non azioni immediate, oramai sicuri che la politica agirà con lo stesso ritardo con cui ha gestito il virus (troppo tardi).

Abbiamo visto cosa vuol dire tagliare sulla sanità, lamentandosi ora che mancano medici e posti letto.

Abbiamo visto cosa vuol dire non investire sull’educazione, facendo fuggire all’estero le menti più eccellenti, e non solo, e mettendo ad insegnare chi non solo non sa nemmeno come si fa, ma non ha passato nemmeno un esame di verifica da parte di persone competenti.

Abbiamo visto fallire la nostra storia ed il nostro passato, senza un colpevole, se non il popolo e la sua città.

Insomma, questo piccolo frutto della natura, nato da noi umani ci ha dimostrato quanto siamo un popolo di “chiacchieroni” che sanno postare cibo, vacanze e sorrisi, ma quando c’è da battere il pugno sul tavolo, nascondono la mano e colpevolizzano gli altri.

Alla fine, ma solo alla fine, impareremo che nessuno si può improvvisare quello che non è, perchè è inutile illudersi di essere buoni e bravi imprenditori, quando si porta o si è portato la propria azienda al fallimento, inutile divulgare scienza quando lo si fa per sentito dire e non perchè la si è studiata, inutile dirigere qualcuno se non sappiamo governare noi stessi.

Dopo questa carneficina umana e professionale, che nessuno ad oggi sa dirci se e quando finirà, non posso che sperare che si cambi “noi” per cambiare chi ci governa, lasciando un mondo a chi sa, ha studiato ed ha provato sulla sua pelle ciò che insegna. Chi nasce tondo muore tondo e chi nasce quadrato muore quadrato.

Solo nella politica, chiunque può arrivare a governare.

cosi. per dire. CJJ

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