Oggi vi racconto

Oggi voglio raccontarvi una storia, per qualcuno triste per altri ricca di spunti e riflessioni, per me solo una storia.

Un uomo era chino sul un tavolo intento a leggere un libro, uno di quei libri che vengono dal cuore e che concentrano passione e sentimenti.

Un libro che andava letto lentamente e attentamente rigo dopo rigo, un libro che ti chiedeva di essere concentrato sul significato di ogni singola parola, e lui lo faceva cercando di capire lo stato d’animo dell’autore, immaginandoselo mentre scriveva e associando ogni evento della vita di quell’uomo alla sua di vita.

Un libro breve, ma intenso, un libro che sembrava scollegato dalla vita un po’ come lo era lui.

Questo uomo leggeva silenzioso, senza accorgersi del tempo che scorreva e delle cose che lo circondavano, perché dentro a quelle mura nessuno gli avrebbe potuto far male, nessuno avrebbe più c ferito il suo cuore e nessuno avrebbe abusato della a sua sensibilità.

Leggeva attento quando una frase soffermo il suo leggere, l’uomo si mise a pensare per poi rileggerla ad alta voce.

“Alcune volte basta prendere la vita così com’è”

Alzo il capo e guardandosi intorno si rese conto che la vita stava scorrendo veloce mentre lui stava invecchiando attendendo qualcosa che nemmeno lui sapeva.

Un divano marrone sulla destra, un mobile sulla sinistra, una televisione che teneva spenta da mesi, una finestra a vetri chiusa alle sue spalle ed una porta a vetri socchiusa davanti a sé.

Guardo il libro, poi guardandosi le ginocchia si domandò cosa si aspettasse la vita.

Sapeva bene che stava attendendo che da quella porta socchiusa entrasse qualcuno che si occupasse di lui, qualcuno con cui parlare, qualcuno che avesse voglia di sentire i suoi pensieri, le sue riflessioni i suoi sorrisi.

Era solo una porta socchiusa ma quella porta lo divideva dalla vita

il suo libro davanti, qualche candela accesa ma niente di più che se stesso, come sempre, come ogni giorno.

Quanto ancora avrebbe dovuto attendere per vivere una vita vera, fatta di sorrisi e rumori e quanto ancora avrebbe dovuto condividere il nulla dello spazio?

Sapeva che quella porta socchiusa teneva lontano da sé i giorni ostili del passato convinto di non essere abbastanza forte da prendere la vita cosi com’è.

Avrebbe voluto che quella porta si aprisse, entrasse qualcuno che prendendolo per mano, lo portasse la fuori, oltre quel terrazzo.

Una stanza, un libro ed il mondo tutto intorno a sé.

Strinse forte il libro urlando “Portami via da tutto il vuoto che mi circonda” ma sapeva che solo li, dietro a quel tavolo niente e nessuno gli avrebbero potuto far male.

Abbasso gli occhi e continuo a leggere consapevole che non avrebbe saputo affrontare gli anni violenti che lo avevano assalito.

Alcune volte basta prendere la vita così com’è, altre volte non ci riuscirai mai.

Così. Per dire. CJJ

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