Luna Park

Una vasta area, grande, molto grande, musiche che si confondono, altoparlanti che chiamano e incitano, rumori meccanici, urla di gioia e paura, bambini con in mano lo zucchero filato e qualche palloncino, un “bruco-mela” e i “calci in culo”, le “macchinine a scontro” e l’eterna “casa delle streghe”, con vetri che deformano il nulla e mostri oramai vecchi, il “tagada” e “giostre varie”, il luna park è un pò questo, ma sopratutto le “montagne russe”.
Non c’è attrazione più odiata ed amata delle montagne russe. Velocità ed adrenalina, voglia di provar paura e di dimostrare coraggio insomma, come la vita.
Ci si avvolge nelle protezioni, come quando si nasce e dove tutto ci è precluso, poi pian piano si inizia a muovere la cabina (i primi passi), poi inizia la salita (le prime difficoltà) si prende velocità per affrontare le prime peripezie (la crescita), il capo all’ingiù e le prima urla (le difficoltà) e sempre più veloci ad affrontare velocità e forza di gravita, velocità ed il vuoto per poi…. decelerare rapidamente e trovarsi fermi a guardare chi ci è accanto o chi ci aspetta fuori.
Si scende impauriti ma fieri di avercela fatta, consapevoli che la corsa della vita è finita, spesso dicendo “non ci tornerò più”.

Non sò perchè ogni tanto i sentimenti sconvolgano la mente e ci chiedano di andare sulle montagne russe, so solo che non sempre urlare faccia bene. Non so perchè la vita sia così, un’area gigante ricca di confusi rumori, so sole che spesso vorrei prendere la barca e nel suo silenzio andare nel mezzo al nulla con il nulla. Non so perchè i pensieri volino lontano, so solo che nelle montagne russe, si possono chiudere gli occhi nella speranza che finiscano presto.
così. per dire. CJJ

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