Le vibrazioni del cuore

Aprii gli occhi sentendo il rumore di una notte più profonda delle altre, intorno a me solo delle lugubre immagini che accompagnavano sonnolenti il mio risveglio.

Un passo dietro l’altro, con i piedi nudi che avanzando lentamente mi trasportavano il freddo del pavimento al cuore.

Un portone di legno che mi divideva dal mondo, una serratura e un cigolio, davanti a me il buio di una giorno ancora non sorto, un albero spoglio ma ricco della sua essenza, un giardino spettinato e mille foglie dorate appoggiate sui suoi ciuffi verdi.

In lontananza i rumori della città, strisce luminose in lontananza e il respiro della gelida notte che mi riempie i polmoni.

Mi appoggio sul muro avvolgendomi su una coperta in silenzio ascoltando il mio cuore e domandandomi del mio futuro.

Quante cose avrei fatto e avrei voluto fare e quante sono rimaste sospese nei piccoli meandri di una vita intensa e comune.

Eppure questa è la mia vita, questa è la mia sorte, questo è quello che ho deciso di essere e diventare.

Un mortale convinto che il mondo non finisca, che il tempo non passi e di essere invincibile

Un respiro e poi un altro e con le braccia incrociate sento il freddo della notte entrarmi tra le ossa e ricordarmi che l’uomo nasce per lottare, nasce per sperare e sognare.

Gli occhi verso il cielo e lassù, da qualche parte, intravedo ogni mio sogno, ogni mia speranza e ogni mio desiderio e compresso in una vita troppo piccola pe contenermi, mi stringo nella mia coperta e saluto il giorno che sarà.

così. per dire. CJJ

ps “Non vedo l’ora di andare la, mi sento compresso e voglio esplodere”.