Tacitulus taxim o altum silentium? Diciamo la fatica del silenzio

Vi è mai capitato di durar fatica nel dovervi trattenere nel dire o fare qualcosa?
Vi è mai capitato di dover “contare fino a mille”, come si dice dalle mie parti, per evitare di dover esprimere un pensiero, un giudizio o una filosofia altrui, che ritenete sbagliata?
Vi è mai capitato di dover riavvolgere il nastro per dover, dover, dover ed ancor dover ripetere le stesse cose?
Vi è mai capitato di dover valutare se dire sia meglio che non dire, se aggredire sia meglio che abbassare il capo, se esplodere sia meglio che implodere?
Vi è mai capitato di sentire il fuoco della rabbia venir su dalla pancia per poi gettarci una vagonata di ghiaccio, sperando di risolvere qualcosa?
Vi è mai capitato di insegnare un percorso a qualcuno e vedere che, sistematicamente, questo non lo fa, capisce, percorre?
Vi è mai capitato di sentire lo sconforto percorrere le vostre emozioni, nella possibile consapevolezza che “nessun sordo è più sordo di colui che non vuol sentire?”
Vi è mai capitato di sentir ripetere le vostre quotidiane analisi verso qualcuno, ma fatte da terze persone, convincendovi che state “vedendo” bene, che la strada da percorrere è giusta, che la soluzione è là, accorgendovi che non solo non ascolta voi ma nemmeno la “terza” persona?
Vi è mai capitato di domandarvi se lo fa, fanno, perchè lo vogliono o perchè non ci riescono?
Vi è mai capitato di cedere allo sconforto, perchè tutto è il contrario di tutto?
Vi è mai capitato di vedere che una cosa normale, lo è stata solo perchè avete durato fatica a fare qualsiasi cosa?
Vi è mai capitato di veder germogliare un frutto, dal nulla?
Vi è mai capitato di sentirvi appagati per quello che fate?
Vi è mai capitato di vedere intorno a voi sorrisi e gioia?
Vi è mai capitato di sentirvi scoglio di qualcuno?
Vi è mai capitato di sentirvi tra persone buone, giuste, corrette e gioire per tutto?
Vi è mai capitato di sentirvi protetti da qualcosa, quando siete stati voi, per moltissimi anni, a proteggere gli altri?

Beh, non so quale parte della vita vi stia accompagnando, forse entrambe, ma capita e capiterà di vivere queste emozioni, mille volte nel futuro.
Beh, non so cosa vi accada ma può accadere che proviate queste cose nello stesso istante. possibile?
Cero, è possibile tutte le volte che una mente lavora e cerca una soluzione, una soluzione non per sè ma per altri.
Si, quando una persona odia i riflettori, e quante volte c’è stata e ci potrebbe stare, quando una persona ama solo il sorriso altrui, quando una persona è molto più “altruista” di coloro che lo professano o fingono di esserlo, quando una persona sa di valere più di altre e si inginocchia per non innalzarsi, può capitare che senta queste corde vibrare.

Quanto potrà reggere? quanto potrà sopportare? quante pillole di gioia consumerà per ogni gocciolina amara?

Nessuno può dirlo, nessuno, dipende dalle persone, dipende dalle circostanze, dipende dalla vita, ma sappiate, voi che avete la fortuna di viverli, questi scudi umani, che i gigli vanno amati, annaffiati, riscaldati e coccolati perchè anche loro, seppur puri, perderanno i petali a seconda di come li tratterete.

Mettiamola così ….. omnia munda mundis

così. per dire. CJJ

ps quante volte ho ripetuto le stesse cose, alle stesse persone?
pps quante volte le stesse persone mi hanno ripetuto le stesse cose?
ppps quanti petali mi sono rimasti? quante le stelle nel cielo in una notte chiara e senza nuvole o quante stelle nel ciuelo in una notte burrascosa?
pppps quanti sorrisi ho gustato con i miei occhi?
ppppps quante domande “non mie” mi sono fatto per vedere sorrisi “non miei”?
pppppps ci sono due coccodrilli …. che andranno dall’orango tango per giocare con i piccoli serpenti o diventeranno cintole, scarpe, portafogli?

Fari non ci sto

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