Questi giorni, trascorsi in un necessario isolamento, mi hanno insegnato a vivere una vita che non dimenticherò facilmente e che farà parte di me per molto tempo.

Mi ha portato a non fidarmi più degli altri e mi ha obbligato a dubitare di tutti, compreso delle persone più vicine.

Mi ha fatto riflettere sul valore del cibo e di cosa significhi stare in fila ad attendere il turno per entrare in un supermercato, con la possibilità di non trovare quello che mi necessita, assorbendo su di me quelle sensazioni che devono vivere coloro che quotidianamente guardano ad un domani incerto e fumoso.

Mi ha obbligato a vedere il lavoro aggrappandomi alla forza delle mie idee, ma consapevole di quante persone pensassero a cosa sarebbe stato il proprio futuro e se un lavoro lo avessero ancora.

Mi ha obbligato a chiudermi nei silenzi e nei pensieri, capendo poi quanto sia rumorosa la vita che viviamo.

Mi ha insegnato che viviamo in un mondo di falsità e ambiguità, perchè quando hai le persone che ami, quelle che ci sono sempre, non ti serve altro che i loro sorrisi e i loro occhi.

Mi ha insegnato che non tutti viviamo nello stesso mod, anche se il tempo scorre per tutti uguale, qualcuno viaggia su un transatlantico, qualcuno su una barca a motore e qualcuno aggrappato ad un salvagente.

Mi ha insegnato che le favole vengono raccontate anche dagli adulti e piacciano a tutti coloro che non hanno bisogno di certezze, perchè certezze hanno.

Mi ha fatto capire quanto sia importante un abbraccio ed un bacio, quanto faccia parte della mia vita e di quanto ho potuto fare a meno di tante cose, ma non dell’amore delle persone che amo.

Mi ha dato la certezza che non c’è un futuro senza un noi.

Mi ha dimostrato, ancora una volta, che la distanza non allontana ma unisce, perchè se ami, ami davvero, niente può dividerti.

Mi ha fatto capire quanto la natura aveva bisogno di riprendere i suoi spazi e di quanto male le abbiamo fatto.

Mi ha fatto vedere la fragilità degli anziani, che dopo averti donato il presente, li abbiamo abbandonati al loro futuro, perchè non più utili.

Mi ha fatto pensare a quali valori diamo ai nostri figli e quanto valgono i minuti che trascorriamo lontano da loro.

Mi ha fatto capire quanto amino il loro lavoro alcune persone, soprattutto quelle che non si sono piegate ad essere braccio e non cervello.

Anche se, sinceramente non sentivo il bisogno di vivere questa esperienza, ma l’ho fatto con tutto me stesso, senza limitarmi a viverle distrattamente, ma ho provato a capirle e assimilarle, cercandone il buono, perchè esiste anche quando si sta male, perchè il sole esiste anche quando piove.

Ho sofferto per me e per le persone che avevo intorno, per coloro che sono lontani e per coloro che non sono sotto la mia ala, ho riflettuto a lungo su tutto quello che è successo e succede, ed oggi so, che amo questa vita più di prima e che non c’è un perchè valido per non guardare al futuro con speranza.

L’unica cosa che posso dirmi è di continuare a credere in me, in quello che faccio, ma anche nelle persone che amo e che ho deciso di avere vicino.

C’è un’età in cui, puoi decidere chi ti fa felice e chi no, chi hai voglia di veder sorridere e piangere e chi no. C’è un età per amarsi e per amare.

Il dolore apre le porte del cuore ed io le ho aperte a te.

così. per dire. CJJ

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