Ieri sera mi è capitato di vivere un dialogo che mi ha scosso nell’animo; non che non lo sapessi da solo, ma quando altri ti dicono quello che vedi meno, che ti nascondi o che tendi a sminuire, quel concetto di piomba addosso con talmente tanta forza da stordirti.

Quando hanno bisogno di noi, non abbiamo molto tempo da dedicargli, ma quando noi abbiamo bisogno di averli vicino, sono loro a non aver più tempo per noi.

Concetto di una banalità estrema, come dicevo prima, ma quando si è su un treno in movimento, si vedono le sfumature di quello che attraversiamo, ma nessun particolare, niente di ciò che li colora fintanto non si arriva ad una stazione, ma lì quanto passato non esiste e la nostra mente scorre altrove.

Ci ho pensato molto, anche quando palpitante mi muovevo su quei quadrati così antichi, anche quando osservavo il chiarore della luna dal rostro sopra di me.

Ci ho pensato molto, anche quando ho chiuso gli occhi per sentire che effetto facesse percorrere una strada silenziosa, anche quando il rumore del silenzio mi cullava e sorridevo nei ricordi.

Ci ho pensato molto, anche quando ho letto un biglietto con su scritto: ” Prendi un sogno, mettilo su carta e scrivi una data: questo diventerà un OBIETTIVO. Ora prendi quell’obiettivo e dividilo in piccoli passi: questo diventerà un PIANO. Ora prendi quel piano e mettilo in azione: questo diventerà REALTÀ.

Non ho potuto far altro che fermarmi, osservare ciò che era davanti a me.

C’è un momento per pensare, uno per decidere ed uno per agire.

cosi. per dire. CJJ

+3