Fiocca la neve

Già un’altra volta ho scritto di cosa sia per me la neve, di quante volte mi abbia accompagnato nei momenti più belli e difficili, di quanto mi agiti vederla scendere copiosa dal cielo e, contemperamente, osservarla sapendo che porterà con sè qualcosa per me importante.
Oggi, come volevasi dimostrare, è stato uno di quei giorni da segnare nel calendario, nel mio calendario, ma non vi parlerò di questo bensì di un altro aspetto che oggi mi ha fatto compagnia: i compagni di viaggio.
Ebbene si, oggi dovevo andare in un posto al nord, nel profondo nord, uno di quei posti che nuove l’economia di una nazione, dove gli abitanti si sentono superiori per intelletto e finanza, dove l’operatività non ha fermezza ma anche l’ipocrisia.

Sono entrato in treno che portava con sè solo 1 ora di ritardo, normale visto che veniva dal sud dicevano i più (peccato che ci sia una emergenza ghiaccio, pensavo io), ed accomodato nel mio bello e lussuoso posto business mi sono goduto il lusso del viaggio. Sedile 11E, in pelle, snack a metà viaggio, acqua e tanta gentilezza. Davanti a me una docente che discuteva il contenuto di una tesa di una sua alunna ed accanto un avaro e sgradito architetto che offendeva dei poveri operai per un lavoro mal fatto (maleducazione condivisa con tutta la carrozza 2). poco più giù una giovane lumbard con naso rifatto, sopracciglia rifatte e complesso viola da ulro. stivalone alla “mò te magno”, labbra alla “se ti chiappo ti sbrano” e una decina di maschi di alto rango che le sbavavano dietro , ma con regalità.
Un viaggio, quello in carrozza 2, all’altezza di un libro… ci penserò

Poi l’incontro, iniziato con il fioretto e concluso con la sciabola, dove a suon di ragione e grazia, è stato piegato il barbaro invasore.

Torno in stazione, avrei voluto fare un giro in uno store, ma le condizione meteo peggioravano e lassù, proprio nel centro della finanza intergalattica, cancellano dei treni per il sud.
Uno per me ci deve pur essere e che faccio… mi butto ad una macchinetta rossa per farmi il biglietto; ma qui al nord non ci sono le biglietterie con l’omino antipatico che parla a fatica e che non si riesce a sentire? Sembra di no.
Ok, mi fermo davanti ad una macchinetta dei biglietti, ma ha due video. uno per un tipo di treno ed un per un altro.
Quale scelgo?
Che faccio tiro la monetina?
No, guardo e mettendo lo spagnolo, che volete fare sbaglio anche io, mi avventuro nel prenotare un posto.
Cerca cerca, c’è solo un treno libero. mi decido e prenoto il posto.
Cabina 9 – posto smart. costo del biglietto? superiore a quello in business…
Sarà parecchio meglio, penso tra me.
Il treno arriva, cerco la carrozza, vedo il 9 ed entro.
Non ci potevo credere, mi sembrava di essere in un film di Bombay, dove si vedono pullman stivati di persone e bagagli ovunque.
Schivo una decina di cinesi imperterriti, una quindicina di extra comunitari e mi avvio al posto 35.
Sedile duro e sporco, col cazzo lo snack (se lo vuoi te lo vai a prendere in una macchinetta automatica nelle carrozze 2 e 7 e te lo paghi), niente wifi, niente educazione e gente strafiga, straricca, straprofessionale e strabuzzurra.
Il posto accanto a me è libero però, penso, quindi potrei anche rilassarmi pensando all’incontro.
Lo dico, lo penso e si presenta un energumeno mo orso bruno, un duecento chili senza indumenti.
Mi si siede vicino e per 2 ore parla con Concetta di un problema a Palermo. I due si offendono ma nella carrozza 9, non importa un emerito cazzo a nessuno di concetta e lui.
Alla fine arrivo alla stazione, scendo prendo l’auto e seppur munito di navigatore sbaglio la strada, ma in qualche modo la ritrovo.
Finale della storia….. arrivo a destinazione con la neve e qui, dove sono ora, non capisco come possa esserci.

così. per dire. CJJ

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