Inutile nasconderselo, le feste sono momenti di grande pressione per coloro che hanno pensieri da tenere sopiti, persone vicine ma che dovrebbero essere lontane, persone lontane che dovrebbero essere vicine, amori sopportati o amori irraggiungibili.

Le feste diventano così dure da accettare, perchè ci si racconta che l’importante per tutti, ma proprio tutti sia l’amore, il bene e la pace quando per tutti gli altri giorni dell’anno si professa l’egoismo.

Si, quando i ritmi incalzanti della giornata rallentano, per sostituirsi a stucchevoli scene di affetto comune, a momenti di consumismo e di inutile senso del gruppo, le persone che vivono di affetti soffrono, perchè si rendono conto che non esiste regalo, non esiste sorriso, non esiste festa senza quel pezzo di cuore che gli manca.

Eppure sembra facile sostituire il bene altrui con la sofferenza personale, sembra facile nascondersi la tensione dietro fugaci sogni altrui, sembra facile condizionare un oggi così intenso di bene, ma così non è.

Quando le festività arrivano, portano con sè regali e pensieri, ma anche tanta tristezza.

Che questo giorno serva ad ognuno di noi a riprogrammare la vita, a consolidare quello di bello che abbiamo, a trasformare in realtà i sogni che facciamo, a togliere la paura di non far qualcosa che ti potrebbe cambiare il futuro.

Auguro ad ognuno di noi, bello o brutto, alto o basso, sorridente o burbero, di guardare verso quel sogno non con la paura che tale rimanga, ma con l’inconscenza di potercela fare.

Oggi per qualcuno è un giorno magico, per me solo di grande riflessione, ma comunque sia, che oggi nasca in ognuno di voi la speranza di farcela.

C’è un giorno per piangere, uno per capire ed uno per agire. Se la strada che faremo si interremperà prima della meta, poco conta, sempre meglio che continuare a rimpiangere di non averci provato.

Sarà il mio io ultimo anno qui, io lo so, non ve la prendete, non vi arrabbiate o mortifichiate. Io sono già in viaggio, solo che non lo avete capito.

Così. Per dire. CJJ

ps le cose più grandi nascono dal dolore di non averle più o dalla paura che ciò ci schiacci. Ho finito di aver paura, ho finito di provare dolore.

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