Come una corazzata..

In questi giorni mi sono sentito stretto, meglio dire costretto, in uno spazio che era ed è troppo piccolo per me. Si, in questi giorni mi sono sentito compresso in un mondo non mio e lontano dal mio essere.

Eppure è lo stesso ambiente che frequentavo due settimane fa, eppure ci sono le stesse persone di due settimane fa, e quindi?

Non so perché, ma sentivo e sento delle barriere invisibili che giorno dopo giorno mi si avvicinano e mi tolgono, o mi danno la sensazione di togliere, l’aria intorno a me.

Ho pensato, riflettuto e valutato, mi sono chiesto quali barriere fossero e chi le avesse messe, Io? Qualcuno per me? Qualche brigante? Da quando mi sentivo così oppresso e quando me ne ero accorto?

E come sempre facevo nella mia vecchia vita, ho riavvolto il nastro delle esperienze per tornare fino al punto in cui questa sensazione non aleggiava nella mia mente, poi mi sono detto:

“Che senso ha ripensare al passato? Non posso cambiarlo e pensandoci non miglioro il presente.”

“Che senso ha il cercare di capire qualcosa che mi sfugge? Forse per migliorare il futuro? Ma io il futuro devo ancora viverlo e non è certo interconnesso con il passato. Quindi?”

Quindi mi sono guardato bene intorno e mi sono detto: “l’unica cosa che puoi fare è lasciar perdere il passato, non pensare al futuro (tanto potresti programmarlo ma non puoi essere sicuro che accada) e vivere alla grande, o meglio che puoi il presente.

Ecco, questo è ciò che di meglio posso fare per me e per tutti quelli che vivono intorno a me.

E chi se ne frega se mi sento come una corazzata in mezzo ad un laghetto di montagna, dove non ho spazio per muovermi e dove tocco il fondo con la chiglia.

Oppure, chi se ne frega che mi sento come una barchetta a remi in mezzo all’oceano e vedo delfini, balene ed orche che mi girano intorno, senza un lembo di terra da raggiungere e consapevole che ho poca acqua da bere e forze da spendere.

Si, non ha davvero senso invilupparsi tutti i giorni in questo losco mondo, senza inizio e senza fine, perchè alla fine, SIAMO SOLO QUELLO CHE SIAMO.

La dama bianca oggi ha detto: “Ho il culo grosso e la cellulite ma sono arrivata alla mia età serena di quello che sono e non sono niente”

Una donna delle pulizie oggi ha detto: “Se non verrà io, cosa ci fosse qui!”

Difronte a tutto ciò ha senso vivere di ansia e male? No e perchè?

Chiudete la luce, in una stanza buia e mettevi a sedere. Aprite gli occhi e osservate intorno. Se non trovate due punti luminosi non potrete capire la dimensione dello spazio che vi circonda.

Togliete l’orologio, e mettetevi a sedere in un luogo silenzioso e tranquillo. Senza rumori, come potrete capire che il tempo passa e come?

Datemi retta, per esiste il bello deve esistere il brutto, per capire che si sta male, dobbiamo percepire il bene, per amare una persona dobbiamo vivere la sofferenza di poterla perdere o non avere, per capire che esiste la notte, abbiamo dovuto inventare la luce.

in conclusione, ricordatevi sempre che SIAMO quel che SIAMO oggi e non potremo mai sapere quello che saremo domani.

Vivete oggi più che potete perchè ciò che rimandate a domani, potrebbe non arrivare.

Sappiate dire TI AMO a chi amate, perchè domani potreste non poterglielo dire pù.

Chiedete scusa a chi vi innervosire, perchè parte del suo essere “assurdo” dipende dal vostro non volerlo accettare.

così. per dire. CJJ

Mietere: Voce del verbo mietei, prima persona singolare ma che vorrebbe essere plurale per durare meno fatica, transitiva perchè si muove il trattore, attiva perchè da addormentati è dura, seconda coniugazione perchè la prima non so che sia, modo infinito perchè il campo è grande roba, tempo presente perché mica lo posso fare domani!!!