Oggi, più che mai, è evidente che non tutti siamo capaci di fare tutto, e da una parte sarebbe bene così.

La cosa, però, che non funziona è il fatto che in pochi sanno inchinarsi al fatto di non saper fare, perchè lontano dalla loro formazione, dalla loro esperienza e dal loro sapere e chiedere aiuto e lumi, a chi ha speso la propria vita per sapere.

Sarebbe come se per curare un mal di denti andassimo dal giornalaio, per confessarsi a Dio da uno scienziato o per gestire una azienda da un fanciullo della materna; lo fareste se fosse la vostra vita in gioco? Mettereste quello che avete di caro in mano a chi non ha nulla a che vedere con quanto avete bisogno?

Sono sicuro, no!

Eppure lo facciamo quotidianamente, aggrappandoci a persone senza formazione che divulgano il sapere su tutto e sempre, persone che per ogni domanda hanno una risposta, per ogni argomento una soluzione, per ogni evento una disamina.

Persone che sciorinano numeri e dispensano sapere senza sosta, che inebriano chi delle loro parole non ha bisogno ed affossano che, purtroppo, ne avrebbe.

Mai, che sia una, ho sentito dir loro che “Non lo sanno e si devono informare”, invece molte volte ho sentito dir loro, in tempi nemmeno molto lontani, due versioni distinte della stessa cosa e spesso contrapposte.

Lamentarsi? Perchè mai, se noi li abbiamo voluti lì?

Appoggiarli? Perchè mai, se non li condividiamo?

Soluzioni? Così tante che alla fine scegliamo sempre la più banale, sparlare senza fare.

Oggi, più che mai, mi rendo conto che c’è un preciso momento in cui solo in pochi hanno la forza e le capacità di fare un passo in avanti.

cosi. per dire. CJJ

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