Siamo oramai arrivati alla metà di questo 2020 e non so se guardare in avanti con la speranza che il peggio sia passato, o temere quello che questo anno bislacco, ci riserverà nei prossimi sei mesi.

MI guardo intorno e vedo una città che ha nascosto il suo cuore colorato, per non so quale paura, trasformandosi in una città qualunque.

Non sento il rumore dei tamburi, il nitrito dei cavalli, le solite storie di “quando s’era cittini”, le speranze e le paure, il colore del tufo nelle suole delle scarpe, i turisti che curiosi e smaniosi, si intromettono in quei momenti che ancora oggi, sentiamo solo nostri, fiumi di fratelli che dietro ad un quadrupede si avvicinano alla conchiglia urlando al cielo tutto il loro senso di appartenenza e passione.

Sono giorni strani, tristi, cupi, ma anche di riflessione, perchè è proprio quando qualcosa di “nostro” ci viene tolto dalle mani, che ci rendiamo conto che non esistono distanze, che non esistono parole per descrivere quel “va e torna vincitore”.

Oggi non potrà essere un giorno come gli altri, oggi sono sicuro che alla solita ora, nei nostri cuori Sunto inizierà a scandire il nostro pomeriggio, oggi sono sicuro che guarderemo almeno una volta la torre del Mangia per vedere cosa indica la balzana, oggi sono sicuro che sentiremo il silenzio assordante della busta che scende, oggi sono sicuro che vibreremo allo scoppio del mortaretto, al fragore della corsa e alle urla delle persone festanti.

Oggi non sarà un giorno normale per nessuno di noi, ma oggi, come ieri e come sempre, Siena Trionferà immortale nei nostri cuori.

così. per dire CJJ

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