Quel che cercavo….

Nella vista capita di sentirsi appagati ma incompleti. può sembrare strano, lo capisco ma alcune volte ti guardi asetticamente e ti rendi conto che hai tutto, proprio tutto, ma qualcosa ti manca. Cosa?

E questa domanda, stupida lo sò, ti arrovella la mente e lo spirito mettendoti in uno stato di insofferenza e di ricerca.

Sai di non essere completo, sereno e soddisfatto, sai che ti manca una parte di te, sai che hai bisogno di qualcosa ma non sai cosa sia e dove trovarla.

Gli impegni quotidiani, il lavoro che diventa sempre più difficile, le relazioni con gli altri che ti accorgi essere sempre più di circostanza e opportunistiche, ti fanno capire che alla fine dei conti, tutto ciò che ti circonda non può essere quel che ti manca ed allora navighi, nei meandri dell’ignoto per cercare una risposte ad una domanda che poi, risposte non ha.

Alcuni riescono ad allontanare i pensieri adattandosi al quotidiano e accontentandosi di quello che hanno, consapevoli che gli piace poco, altri non si arrendono e partono per un viaggio interiore che spesso, produce solo disastri.

Quello non è, questo neanche, quello neppure e via, sempre più in profondità a vedere e scovare cosa sia la felicità, la serenità, la sana convinzione di non essere solo dei viaggiatori del tempo in un corpo mortale, sicuri che esista un fine, un motivo, una realtà diversa da quella che due occhi possono vedere.

Una risposta alla tua domanda dovrà pur esistere, oppure siamo davvero solo destinati a vivere una vita, più o meno lunga, vivendola come non esista mai una fine, ma sapendo che lo stop potrebbe esserci anche tra qualche secondo?

Religione? Filosofia? Sano egoismo? Meditazione? E che me ne frega? Problemi degli altri? A me non interessa niente? Guardo le stelle? Ascolto musica? Leggo dei libri? Non ho tempo per queste cazzate? Ci penso anche io? Ma che dici?

Chissà, so solo che ho passato mesi, stagioni ed anni a cercare qualcosa che sapevo esistere ma che non sapevo dove trovare e poi, in un tardo pomeriggio di alcuni giorni fa, mi sono reso conto che cercavo nel posto sbagliato e mi è venuto da sorridere.

cosi. per dire. CJJ

Le vibrazioni del cuore

Aprii gli occhi sentendo il rumore di una notte più profonda delle altre, intorno a me solo delle lugubre immagini che accompagnavano sonnolenti il mio risveglio.

Un passo dietro l’altro, con i piedi nudi che avanzando lentamente mi trasportavano il freddo del pavimento al cuore.

Un portone di legno che mi divideva dal mondo, una serratura e un cigolio, davanti a me il buio di una giorno ancora non sorto, un albero spoglio ma ricco della sua essenza, un giardino spettinato e mille foglie dorate appoggiate sui suoi ciuffi verdi.

In lontananza i rumori della città, strisce luminose in lontananza e il respiro della gelida notte che mi riempie i polmoni.

Mi appoggio sul muro avvolgendomi su una coperta in silenzio ascoltando il mio cuore e domandandomi del mio futuro.

Quante cose avrei fatto e avrei voluto fare e quante sono rimaste sospese nei piccoli meandri di una vita intensa e comune.

Eppure questa è la mia vita, questa è la mia sorte, questo è quello che ho deciso di essere e diventare.

Un mortale convinto che il mondo non finisca, che il tempo non passi e di essere invincibile

Un respiro e poi un altro e con le braccia incrociate sento il freddo della notte entrarmi tra le ossa e ricordarmi che l’uomo nasce per lottare, nasce per sperare e sognare.

Gli occhi verso il cielo e lassù, da qualche parte, intravedo ogni mio sogno, ogni mia speranza e ogni mio desiderio e compresso in una vita troppo piccola pe contenermi, mi stringo nella mia coperta e saluto il giorno che sarà.

così. per dire. CJJ

ps “Non vedo l’ora di andare la, mi sento compresso e voglio esplodere”.



Ci s’è fatta….

Molte volte mi sono addentrato sul peso delle cose, sulla dilatazione del tempo, sulla differente percezione della realtà e del quotidiano.

Molte molte mi sono stupito di stupirmi di quanto possa rimanere scioccato dalla vita e di come non si riesca a goderne.

Molte volte mi sono trovato solo con me stesso, cercando di darmi delle colpe non mie e facendomi male senza voler accettare che il più grande nemico che ho, sia io.

Molte volte mi sono dispiaciuto per quanto accadeva ad altri, rendendomi conto che tale sentimento non sempre veniva capito e condiviso.

Molte volte ho atteso lo scorrere del tempo nella speranza che ripetere, ripetere ed ancora ripetere riuscisse a far capire agli altri i loro errori.

Insomma, una altro anno è trascorso e se riuscissimo a soffermarci un attimo cercando di essere obiettivi, ci renderemo conto che nel bene e nel male, l’anno passato non era diverso da quelli precedenti.

Si, questo sarebbe quanto succede, solo che può capitare, lungo una strada impervia, di inciampare su un sassolino e cadendo, rendersi conto che ci sono dei “però” e che “però” ed allora rendersi conto che ci sono cose del nostro “IO” che non abbiamo mai valutato.

Avete idea di cosa voglia dire “volersi bene”? Staccare da tutto e tutti e lasciar passare i problemi del mondo in secondo piano?

Avete mai provato la sensazione stupenda di vivere in un ambiente mite, senza inquinamento, senza eccitazione, senza frenesia, con i pantaloncini corti tutto l’anno, senza riscaldamento e con il sorriso stampato sulla faccia?

Avete mai provato a vedere persone sedute a salutare il sole, o persone in piedi che con lentissime movenze dichiaravano il loro amore alla vita?

Vi è mai capitato di capire che quello che avete “là” non vale niente mentre quello che avete nel vostro “io” ha un valore assoluto?

Vi siete mai arresi all’evidenza che la mente ha un valore paritetico a quello del corpo?

Avete mai sentito la felicità che si prova a sorridere anziché piangere?

Si, lo so, non c’è un mondo surreale, fatto di fate, principi azzurri e fate dolcissime, ma se solo lo volessimo, se solo credessimo in noi, se solo sapessimo ascoltare il mondo che ci circonda e le nostre esigenze, se solo sapessimo apprezzare quello che sappiamo fare, perché lo sappiamo fare e se solo accettassimo che non c’è un antagonismo con qualcuno, in questa vita e che l’unico che esiste è con noi stessi, beh allora tutto sarebbe molto più bello.

Ecco che, il nuovo anno, che mi porterà tante belle cose, lo vorrò affrontare con il ricordo di quella esperienza, buttando alle ortiche i pensieri e abbracciando il sole con i suoi sorrisi. Chissà, alla fine di questo anno, avrò passato un altro anno normale, tra alti e bassi, ma avrò dato peso agli alti e cercato di affievolire i bassi.

Un sorriso.

Così. Per dire. CJJ

PS Non c’è più sordo di chi non vuol sentire. Ripetiamocelo ogni tanto. Non facciamo finta di non sentirci e capirci. Noi sappiamo i nostri limiti.

Una zattera sul mare

Oggi voglio raccontarmi e raccontarvi, la storia di due persone,  una seduta su una zattera in mezzo al mare che scruta l’orizzonte cosciente che non c’è altro da fare che sperare, consapevole che la sua sorte sia oramai segnata e che il futuro sia legato ad altri e non certo a lui. Poi voglio raccontarvi la storia di un altro naufrago che in ginocchio su una simile zattera guarda l’orizzonte e sogna una spiaggia dove approdare.

Si, oggi voglio raccontarvi la differenza che c’è tra chi accetta qualsiasi cosa accada con la consapevolezza di essere inerme e incapace di reagire e di colui che non si arrende mai e lottando prova a non svanire nel nulla.

Si, oggi voglio provare a chiarirmi l’idee su cosa voglia dire non arrendersi mai, non accettare mai il destino, non ritenersi inermi, non sentirsi vinto.

Oggi voglio davvero soffermarmi su qualcosa di incredibile che sempre più spesso accade a chi mi circonda; l’impotenza.

Lottare per qualcosa, qualsiasi sia la cosa, ci rende vivi, ci rende consapevoli, ci rende capaci di capire e di migliorarsi, mente stare lì, fermi, inermi, occhi al cielo e mani appoggiate sulle assi di legno, attendendo un soffio di vento che sospinga la zattera a riva, è solo un modo assurdo di non vivere questa vita.

Certo, può succedere che attendendo inermi si possa arrivare ad una soluzione positiva, mentre lottando con il mondo e remando con le mani si finisca in pasto ai pesci, ma volete mettere lo sperare in qualcosa, sopratutto in se stessi, invece di somatizzare l’incapacità di reagire?

Ecco, oggi, proprio oggi, giorno che precede domani, voglio ricordarmi che non ci saranno zattere, maree e tempeste a fermare la voglia di essere, di vincere, di vivere e di amare che ogni giorno mi sospinge ad andare avanti.

Io non potrò mai essere un naufrago seduto su una zattera incapace di credere nel futuro ed in sè, sarò sempre un naufrago che lotterà per dei sogni, forse autistico, come mi dicono o forse folle, come spesso mi sento, ma sempre un naufrago che saprà quanto è dura vivere e vincere.

Non conosco alcuna battaglia se non per vincerla; se dovessi perderla, lo farò con il sorriso perchè avrò sempre combattuto per vincere.

cosi. per dire CJJ

ps nel momento in cui sento dire “è così” mi rendo conto di quanto sia diverso

pps nel momento in cui vedo gli altri chinare la testa, mi inorgoglisci vedere che io mai lo farò.

ppps nel momento preciso in cui arriverò alla mia baia, so già che cercherò una nuova isola da esplorare e in ginocchio sulla mia zattera solcherò il mare issando la bandiera dei pirati, come io mi sento