Sorridendo all’infinito

Con gli occhi felici e il sorriso in faccia guardo l’orizzonte sapendo che la, da qualche parte, c’è tutto ciò che mi fa forte, tutto ciò che mi permette di sognare.

Non so di preciso dove guardare, in quella lunga linea che divide il mare dal cielo, ma poco importa, basta che sappia che più o meno è la, dove guardano i miei occhi.

Ogni giorno un granello di paura cade lasciando spazio alla convinzione che la volontà possa superare tutti gli ostacoli, proprio tutti.

I giorni passano e con loro la consapevolezza di essere necessario, con la paura di non essere più importante o utile, ma con la speranza di aver donato la cosa più bella che potessi dargli, la libertà.

Non so come finirà, quando e dove, ma so che qualsiasi cosa accada, potrò guardare i suoi occhi consapevole di avergli dato tutto ciò che potevo, oltre l’amore.

Sarà lui a sapere come sfruttare quei semi che raccoglierà e se poi fioriranno dei germogli, vorrà dire che qualcosa l’ho saputo fare anche io.

Guardando l’orizzonte ho sorriso, perché te eri li e con te i tuoi boccoli.

La cosa più difficile non è donare la vita, la lasciarla crescere mettendosi in disparte e guardarli crecere.

Così. Per dire. CJJ

Quando una cosa…

Quando una cosa non ti appartiene più o non la senti più parte integrante del tuo vivere, è bene lasciarla andar via, senza rimpianti e senza ulteriori riflessioni.

Quando qualcosa che prima ti apparteneva o che era “la tua vita” la osservi con distacco e senti che quello che le accade non ti coinvolge più, è bene lasciarla andare via, senza rimpianti e senza ulteriori riflessioni.

Quando vedi che ciò che le accade e senti che non provi nemmeno dispiacere, capirai che devi voltargli le spalle, per il suo ed il tuo bene, cercando o perseguendo quello che è la tua serenità.

Quando accade di ritrovarsi in un posto magico o fatato, un posto dove si materializzano momenti cruciali che hai vissuto nell’intimo e descritto in un libro, quando una querce, i corvi e una casa sull’albero, si mostrano davanti a te e quando vedi che quello che hai scritto esiste davvero, quando capisci che esiste altro, oltre a quanto puoi vedere, beh devi arrenderti all’evidenza e chiederti dove stai andando.

In quel momento emozioni contrastanti, situazioni oggettive, eventi surreali ma veri e circostanze particolati, ti portano a lasciarla andar via, senza rimpianti e senza ulteriori riflessioni., quel pezzo di vita che fino ad allora era tuo.

Non la rinnegherò mai, non le intralcerò mai la strada e se necessario sarò sempre pronto ad aiutarla, ma oramai io sono oltre, stò correndo verso la mia meta e non potrò più stare fermo ad aiutare gli altri.

Esiste un momento, in cui ci si accorge che esistiamo anche noi e l’errore più grande che potremmo fare è non soffermarsi a rifletterci e lasciarlo andar via.

Io parto seguendo la mia strada, ci vediamo più in là.

così. per dire. CJJ

Sulle ali della musica

A persone come me, capita di rompere un pensiero sentendo delle note volare nell’aria e su quella melodia, riflettere su cose lontane o personali.

Attimi che si mescolano e si intrecciano, generando pensieri che fanno parte del mio mondo e della mia vita.

Pensieri che mi parlano della forza d’animo e di quanto si possa ottenere, con la sola forza di volontà.

Pensieri che mi parlano di rumori offuscati dai silenzi e di aree, una volta delimitate da muri, ma che ora sono spazi aperti.

Pensieri che mi raccontano di sorrisi e lacrime, di vittorie e sconfitte, di braccia al cielo e occhi piangenti.

Pensieri che corrono veloci sulle note di una musica che parla di come la violenza non ottenga nulla, nell’immediato, se non odio e frustrazione.

Pensieri che si allacciano al tempo trascorso per far crescere, per capire, per aiutare e per spingere verso il futuro qualcuno che, senza rendermene conto, lo aveva già imboccato senza di me.

Pensieri che mi parlano dell’amore e di come ogni volta mi lasci interdetto, confuso e inerme, difronte alla vita.

Pensieri che mi portano ai suoi pensieri, pensieri che mi portano ai suoi sorrisi, pensieri che mi portano alla sua voglia di essere ed esistere.

Pensieri dolci, che su quelle note mi fanno sorridere e pensare a cosa sia stato il mondo fino ad oggi, a cosa sarà in questi mesi e cosa mi attenderà domani.

Pensieri che corrono da soli dentro di me, un me seduto che osserva un prato verde, un albero rigoglioso, un muro dove corrono formiche e gechi, un cielo limpido, delle rondine lontane e delle nuvole di panna.

Pensieri belli, pensieri che mi hanno fatto respirare di felicità, che mi hanno fatto capire quanto sia inutile lottare contro qualcosa che deve succedere, che mi hanno aiutato a comprendere la pochezza della mia persona rispetto a ciò che mi circonda, che mi hanno mostrato la bellezza di spighe di grano che mosse dal vento accarezzano le guance di una collina.

Forse non c’era bisogno di una canzone per capire tutto questo, ma a me succede così e così sarà sempre, perchè il mio cuore corre sulle ali della musica e della bellezza dei tuoi occhi.

” On and on the rain will fall
like tears from a star like tears from a star
on and on the rain will say
how fragile we are, how fragile we are”

My red giant with his baby face. Così. per dire. CJJ

Quando… ci pensa lui!

Ci sono persone che, con grandi spalle, devono sorreggere i propri e gli altrui problemi, e persone con meno pensieri, che sapendo dell’esistenza dei primi, vivono leggeri.

Si, ci sono persone che colpevolizzano gli altri, dei problemi che loro creano al mondo interno e persone che vedono i problemi ma li schivano, li scansano e li driblano perchè tanto c’è e ci sarà sempre chi per loro li gestirà, affronterà e risolverà.

Insomma, ci sono persone che navigano a vista sapendo che raramente un’onda toccherà la propria nave e persone che scrutano l’orizzonte, vedono la burrasca e senza paura, apparentemente, provano a domarla.

Raramente, per fortuna, queste sciagurate persone una volta tornati in acque più calme, si guardano alle spalle e pensano a chi, sdraiato sulla spiaggia a prende il sole, si rilassa guardandoli lottare e combattere.

“Possibile che molto debba cadere sulle mie spalle?”

“Possibile che i loro problemi diventino i miei e mai il viceversa?”

“Possibile…?”

Ebbene si, quando abituate una persona a gongolarsi sui suoi errori e ad adagiarsi sulla sua mediocrità sapendo che “tanto c’è lui che ci penserà”, avrete commesso il più grande dei vostri errori perchè solo allora capirete che aiutare gli altri a prescindere e cercar di far sorridere gli altri togliendo il sorriso a voi stessi è sbagliato e vi farà soffrire molto di più di quanto pensiate.

Non ho mai creduto nel sano egoismo, ma giorno dopo giorno mi sto convincendo che sia un errore prodigarsi; datemi retta, pensate a voi stessi perchè come dicono i vecchi…”nessuno vi farà una statua.”

così. per dire. CJJ

Con un sospiro si è fermato il tempo

Ho sempre creduto di essere una persona forte, decisa e convita di quello che fa. Una persona che pondera, calcola e gestisce ogni attimo della propria vita, una persona calcolatrice e, per questo, spesso fredda e cinica.

Eppure oggi, non appena tra me e te si è posta quella barriera trasparente, tutte le mie certezze sono svanite inseguendoti e lasciandomi immobile, da solo e vulnerabile, guardando un trolley che se ne andava.

Non credevo che ciò potesse accadere, ma “tra il dire ed il fare…c’è di mezzo il mare”, un mare che, ironicamente, ci divide davvero.

Ecco che, ogni parola che potrei usare sarebbe inutile, ogni riflessione che potrei scrivere del tutto banale, ogni immagine che potrei postare del tutto superflua e quindi si, sono rimasto lì, con un sospiro, le mani appoggiate a quella barriera, gli occhi puntati su di te, consapevole che il tempo si era fermato e che per tutti questi mesi, niente e nulla scorrerà nei miei occhi tranne che i tuoi riccioli rossi.

Conquista il mondo piccolo uomo dalle spalle grandi, fatti forza delle tue debolezze ed esalta le tue certezze, non pentirti di chi sei e di come sei arrivato ad oggi, perché te, sei e sarai sempre “il primo tra i primi”.

così. per dire. CJJ

E se amare …

Stamattina mi sono chiesto cosa significhi amare. Una domanda semplice, forse stupida, ma così complessa e così articolata che non bastano alcuni secondi e banali riflessioni per rispondere. Amare una persona è qualcosa di sorprendente perchè ti permettere di credere alle favole e sognare ad occhi aperti, anche quando la vita ti dice altro, ti permette di immaginarti un futuro raggiante quando il presente è poco più che deludente, ti permette di non sentire il dolore delle sconfitte o di sentirle smorzate da quella mano che avvicinandoti ti accoglie nel suo amore e ti coccola ricordandoti che niente è impossibile e quello che lo sembra, in realtà è facilmente superabile. Si, amare ed essere amati è qualcosa di stupendo, unico ma anche doloroso, perchè pensare ad una persona costantemente, domandarsi come starà, che farà e se avrà bisogno di te, ti logora nell’animo e ti assorbe così tanto da renderti vulnerabile alle peripezie del tempo. Amare non sembrerebbe difficile, quindi, anche perchè riceviamo l’amore dal primo vagito, ma così sarebbe se la vita non ci creasse ostacoli e bivi continui e, periodicamente, noi stessi non ci mettessimo a crearci problemi. Ci sono persone fortunate che hanno il cuore immerso nell’amore e persone che possono solo guardare da lontano un amore perduto o silente, persone che per una carezza, un sorriso e uno sguardo, costruiscono montagne e valicano valli e persone che circondate da affetto si guardano intorno come elemosinanti un bacio. Qualsiasi sia la vostra strada ed il vostro modo di amare, non diventate aridi, ricordatevi di ricordare alla persona che ami che è importante per te, perchè se un giorno quell’amore venisse a mancarti, ti pentiresti di ogni attimo non trascorso con lei o lui. Amare è debolezza, vulnerabilità e ottusità ma a me…… che frega? Fanculo a tutti e guardiamo il futuro sognando. Il resto si vedrà.

Così. Per dire. CJJ

Sul ponte della nave

Oggi mi sono ritrovato a camminare con le braccia dietro la schiena, tenendo con il palmo della mano sinistra il dorso della mano destra. Camminavo in maniera regolare, avanti e indietro, pensando e riflettendo su quello che mi circonda e su come lo stia affrontando. Non so per quale motivo o per quale ragione, non so nemmeno perchè i miei pensieri siano corsi così lontano e distanti da me, ma d’un tratto mi sono sentito come sul ponte di una nave, con degli uomini vicino ai timoni, con il ponte pieno di marinai che si muovevano velocemente seguendo i comandi e pronti ad usare i cannoni di babordo. Una immagine così realistica che mi sembrava di sentire il vento che scorreva tra i capelli e la salsedine stringermi la pelle, il sole alto che mi avrebbe accecato se non avessi avuto il mio capello. Andare alla scoperta dell’ignoto cercando la vittoria là, dove la mia mente non era mai stata od osservare le onde del mare e lasciare che la mia nave le solcasse andando dove il vento soffiava? Il cuore mi diceva di andare il cervello di osservare, il cuore di seguire il mio istinto, il cervello di seguire la ratio. Ed io, comandante della nave, mi muovevo lentamente sul ponte di comando pensando al bene di tutti, ma proprio tutti. Poi mi sono sentito chiamare, il vento in poppa è svanito, il rumore delle vele e delle corde anche, il salmastro non mi ha più bagnato la faccia ed il sole tirato la pelle, in cielo non c’era più il sole, le nuvole ed i gabbiani, ma altro intorno a me. Non ero in mezzo al mare, ma in mezzo ai miei pensieri e con loro percorrevo un mare conosciuto e abitato di incertezze. Alcune volte è bello sentirsi cervello, altre è preferibile essere braccio.   Così. Per dire. CJJ

Le incantevoli luci della vita

Ebbene si, ci sono voluti 10 mesi prima che quel manoscritto, finito alle 3 di una fredda e piovosa mattina di inizio anno, sia arrivato fino alle mie mani e questo lo devo a chi mi ascolta, a chi mi è vicino e a chi ha creduto in me come l’agente letterario e l’editore che lo hanno reso disponibile in ogni libreria italiana e distribuito da “Messaggerie italiane” sul catalogo “Arianna”, il più importante database editoriale italiano. Questo mio quinto libro, probabilmente distante dagli altri per genere e forma, tocca un aspetto della vita quotidiana che, se non hai la fortuna o sfortuna di imbattertici, non ne conosci nemmeno l’esistenza: il disturbo dell’apprendimento – DSA. “Le incantevoli luci della vita” quindi,  vuole essere un dolce saluto a tutti coloro che quotidianamente lottano per essere “Come gli altri”, che affrontano “situazioni imbarazzanti” e non capite, che nascondono la mano dietro la schiena per contare, che si guardano davanti non sapendo quale sia la destra o la sinistra, che lo spazio è qualcosa di indescrivibile e non sentono le doppie, insomma, questo libro è per tutti coloro che dopo essere stati presi in giro dai compagni e definiti “asini”, cercano quotidianamente di far riconoscere i loro diritti, perchè quello che gli accade…. non è per voglia o negligenza, ma solo perchè la natura li ha voluti così.

Un dislessico non è un malato, e non va compiaciuto o commiserato, ma solo capito.

Esiste un rosso nella galassia, più rosso di tutti, e questo libro è un omaggio al suo cuore e ai suoi boccoli di fuoco.

Anda e … rianda

Che fai tu, luna, in ciel? Ancor non sei tu paga di riandare i sempiterni calli? (Leopardi) Oggi, è una di quelle giornate da penna rossa nel calendario, uno di quelle giornate dove non cambia niente a nessuno e nessuno se ne accorge, meno che uno, io. Oggi, è una di quelle giornate da “anda e rianda” che mi fa scordare eventi imprevisti e improvvisi che da qualche luna si divertono a giocare a nascondino con me. Oggi, è uno di quei giorni in cui un sorriso di soddisfazione si è stampato sulla faccia perchè il calore del mio mondo è tornato ad abbracciarmi. Ovvia, orsù ed anche or quando, non si può solo vivere di passione e pensieri, di riflessioni e passato, di problemi e soluzioni, perchè bisogna trovare il modo di lasciar le chiacchiere disperdersi al vento o il ghiaccio sciogliersi al sole e guardare avanti consapevole che nella vita esistono i più e gli assai. Ovvia, detto, pensato e fatto, ora avanti e che Dio ce la mandi bona o come disse un mio amico uscendo dall’ospedale: “Me la sono vista brutta…disse la contessa che camminava sugli specchi.” Così. per dire. CJJ dillo, fallo ed ovviamente ……


Arrogantia

Se c’è una cosa che mi infastidisce in questo mondo è l’arroganza. Avete presente quando vi trovate dinanzi a te persone altezzose e convinte di essere superiori in tutto, che ti guardano come tu fossi il nulla, come se stessero lì ad ascoltarti solo per compassione? Bene, questo tipo di persone mi stanno sulle palle…. e non poco, ma c’è un’altra categoria di persone arroganti che non tollero, quelle che perchè si ritengono deboli o inferiori, diventano arroganti per difendersi. Dai primi non ti puoi difendere, la mamma li ha fatti belli, alti, biondi, ricchi e saggi, mentre dai secondi? nemmeno! Questi nascono con la convinzione di essere sbagliati a prescindere, di non capire a prescindere, di fraintendere a prescindere e di non essere capiti…. sempre a prescindere. e quando hai la sfortuna di confrontarti con questa categoria fantastica di umani, fatti il segno della croce, invoca le lune di saturno e il finto cattivo Lucio Sergio Catlina affinché il saccente e altezzoso scenda dal monte ed accetti la quotidianità o che la distruttiva e altezzosa non abbia voglia di tagliarsi le vene e ti coinvolga nella sua negatività cosmica. Ma queste persone hanno mai visto i problemi veri? Hanno mai visto cosa sia il soffrire davvero? Ma queste persone sanno che la morte arriverà anche per loro e che non sono immortali? Ma queste persone sanno che nella loro vita hanno fatto mille casini dando la colpa agli altri? Ma queste persone…. ma quando ci vanno in culo? Date retta, rimettete in ordine la vita, non sprecate il vostro tempo per denaro o ambizione perchè arriverà il giorno in cui la natura tirerà le somme e tutto quello che avrete fatto nel passato, avrà poco senso. Date retta, voltatevi verso una persona cara e ditegli “ti amo” o “ti voglio bene” anche se non c’entra niente, non c’è un perchè o è tanto che non la sentite, perchè arriverà un giorno in cui quella persona vi mancherà. Date retta, quando avrete davanti a voi un altezzoso superbo o morente, stringetegli la mano e capitelo, perchè chi soffre davvero è proprio lui. cosi. per dire. CJJ ps “Ibi semper est victoria, ubi concordia est” pps chi ha forza nel cuore, lo ha anche nella vita ppps lamentarsi quotidianamente è come chiamare “al lupo, al lupo… alla fine non vi crederanno più”