scendo per raccogliere le fragole
Negli ultimi giorni mi sono inbattutto in personaggi a dir poco stravaganti. Persone che prendevano la vita sul serio solo giocando, persone che con sorriso stampato in faccia affrontavano molte difficoltà, forse tante di più di quante ne affrontiamo normalmente noi. Sorrisi smaglianti, magari senza qualche dente, capelli arruffati, vestiti in qualche modo, senza una dimora fissa, senza un perchè da seguire ma colmi di tranquillità (almeno esteriore). come questo sia possibile proprio non lo so, dove trovassero la forza di resistere a tutto, non lo so, ma so solo che mi sono soffermato molte volte a guardarli per capire come fosse possibile. Probabilmente avevano un vuoto dentro che colmavano con l’apparente traquillità, ma mi davano la sensazione di essere persone LIBERE da ogni schema, dentro e fuori. che la vita non sia vivibile in questo modo è logico, che i loro sorrisi fossero frutto di una parte di disperazione, è possibile, che il vivere in un mondo circoscritto alla loro vita è evidente ma è altrettanto vero che sembravano persone capaci di vivere senza i ricatti della vita giornaliera. “Dove sei diretto? Ora qui, bevo qualcosa che mi disseti guardando il panorama e poi, se il vento mi aiuta mi dirigo giù in valle per sapere se hanno bisogno di qualcuno per raccogliere fragole” beh lascio a voi ogni considerazione in merito. a me hanno lasciato un dubbio: quanto valevano quesi sorrisi e quanto valgono i nostri? Prendete queste post solo come una mia riflessione volta verso un modo diverso di vedere la vita. così. per dire.
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