Molto spesso, nell’arco di una giornata, ci ritroviamo a percorrere una linea sottile. Una linea che pone confine tra lo star bene con le persone che ci circondano ed il non tollerare niente e nessuno. La dimensione di questa linea immaginaria dipende dalle persone, dai caratteri, dagli umori, dalle circostanze, dal tempo e da tante altre variabili, ma ognuno di noi, ne sono sicuro, spesso si avvicina a quella linea. Eppure ognuno di noi ha bisogno di condividere pensieri, circostanze, situazioni o anche solo attimi con gli altri. E’ nella nostra indole, nel nostro modo di vivere la vita, nel nostro DNA. Eppure succede che nei momenti in cui credi o vorresti stare bene con qualcuno / qualcosa, ti ritrovi a stare male? Spesso mi chiedo che cosa accada nei nostro cervello, quali meccanismi o ingranaggi si mettano in moto in queste situazioni. Spesso mi domando come possiamo farci del male da soli. Spesso mi domando cose alle quali non riesco a darmi risposta. ed allora capita che mi appresto a vivere una cosa con la felicità e la serenità e mi ritrovo a momenti difficile, duri, indesiderati. La mia vita, e forse quella di tante altre persone, corre vicino a quella linea, quella linea che speriamo di tenere lontana che che prepotentemente e senza preavviso collima con la nostra vita quotidiana. Vivere una vita solo per viverla o vivere una vita per potersi sentire vivi? La retorica lascia il posto alla realtà, ma spesso viviamo la vita solo per tirare avanti e per superare quei momenti difficili. Un sorriso, alcune volte basta solo un sorriso per allontanare quella linea e quel sorriso sono in pochi che riescono a donartelo.Avessi una bacchetta magica, ora, mi impegnerei perchè quei sorrisi arrivassero e quella linea immaginaria, sempre più sottile, si allontanasse da me e dai miei sogni. così. per dire.

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