Pecore e Pastori ?
Ci sono persone che devono essere condotte, per mano, lungo il sentiero della vita e persone che, nascono per prendere per mano gli altri aiutandoli a crescere. Poi ci sono coloro che percorrono la vita nella speranza di poter seminare qualcosa, che qualcuno dei syoi sforzi venga guardato, osservato, studiato e magari ripreso dagli altri. Ci sono persone che trascorrono tutta la loro vita professionale nell’ aiutare gli altri a lavorare meglio, a crescere per migliorare il loro lavoro e la loro professione. Ci sono persone che nella massima indifferenza del dio denaro, amano solo poter pensare di avere qualcosa da dare, e danno, e persone che dovrebbero solo ringraziare qualcuno o qualcosa che questi esseri strani, fuori del tempo, esistono. Eppure ci sono anche situazioni in cui una persona investe forze, energie e risorse per dare una mano agli altri a crescere e riceve solo fumo. Giorni e giorni, settimane e settimane, mesi e mesi impegnati in discussioni, in analisi, in mediazioni, in esempi ma senza nessun risultato, ogni volta punto ed a capo. ci sono persone che sbaglano perchè non sanno e persone che sbagliano perchè non pensano. sulle prime si può lavorare per cercare la strada per aiutarli a sbagliare meno, ma verso coloro che sbagliano per negligenza, per poca voglia o solo perchè il lavoro è solo qualcosa di superfluo, non esiste medicina. nessuna, di nessun tipo, forma e colore. ed allora te che ti senti pastore ti trovi un gregge di pecore che senza senso si muove, che si disperde, che si allontana e che non risponde a nessun controllo. siccome sei te il pastore ti domandi se stai sbagliando o il cane che non riesce a gestirle, ma se fosse che le pecore che stai gestendo non vogliono imparare, non voglio cambiare ma solo rimanere in cerchio a farsi ombra a vicenda, ferme immobili senza sognare di essere qualcosa di più? Un giorno, uno qualunque, devi aprire gli occhi, pastore, e capire che quello che credi essere un gregge pronto a seguirti ovunque tu vada, perchè te vai avanti solo e per loro, non è di pecore o peggio ancora non è un gregge che crede in te ed allora puoi solo fare poche cose: smettere di fare il pastore (ma non ti riuscirà). cambiare gregge (ma ti umilierà ancora di più quando scoprirai che non eri te a sbagliare) oppure persistere nel tuo intento negandoti l’evidenza e provando ad investire ancora più energie. Io non ho idea di quale strada abbiate preso, voi pastori, ma posso dirvi che la mia è sempre quella del “voglio contiuare a provarci” perchè credo in me e nelle persone che mi circondano, sbagliando, perchè non accetto di perdere, perchè non accetto di non essere visto e considerato. io so che do tutto me stesso perchè credo nell’uomo e nelle persone, io so che esiste qualcosa che ci tiene vicini e so che alla fine di tutto non rimarrà niente di quello che cerco di dare, ma non posso fermarmi e guardare una strada, un percorso, senza pensare di farlo con voi. io non pretendo di essere migliore, no, non lo credo nemmeno, ma non voglio nemmemo essere per voi il pastore che serve se il branco è attaccato dai lupi o se arrivano epidemiei o ci sono dei problemi, ma essere un amico che conosce una strada e che la percorre insieme a voi e con voi…… ma questo non accadrà. io lo so e per questo rifletto.
una volta guardando il mare mi domandai quante persone lo avessero fatto in quel punto, in quell’ora ed in quel modo. solo uno alla volta, mi risposi, ma tutti verso la stessa direzione. chissà quanti di loro videro quello che vidi io, ma tutti loro ed io, in un istante, capimmo cosa voglia dire pensare a qualcosa che non si vede e domandarsi come arrivarci. qualcuno di loro riuscì a torvare la soluzione alla domanda trovandosi là, dove lo sguardo si era fermato e là, un’altra domanda sopraggiunge alle loro menti. sono sicuro che qualcuno di loro e forse io, un giorno, riuscirono a darsi tutte le risposte fintanto non si ritrovarono nella stessa spiaggia, alla stessa ora e nello stesso punto guardando ancora una voltà al dilà del mare. e lì ripresero a pensare. io penso perchè esisto, io penso perchè sono pastore, io spero perchè non sono pecora.
così. per dire.
This entry was posted by admin on 22 marzo 2012 at 16:24, and is filed under Riflessioni. Follow any responses to this post through RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.
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