solo chi viaggia per lavoro, e non per divertimento, sa cosa voglia dire spendere moltissime ore in aeroporti, in alberghi ed in taxi da soli. Solo coloro che hanno “la fortuna” secondo gli altri di vaggiare sanno quanto sia importante un telefono o un pc, compagni inseparabnili di viaggi solitari e lunghi. Dopo essersi assestiti nel luogo di destinazione, dopo aver preso dimensione di dove siamo e di cosa dobbiamo fare, inizia a muoversi, a crescere nella nostra mente, un piccolo, inevitabile pensiero “chissà che farà” – “chissà se mi penserà” – “chissà” ed in quei momenti guardi quel pc con una connessione internet nella speranza che ti abbia scritto o che ti possa chiamare, che ti abbia postato …. insomma che tu sia passato nei suoi poensieri. Momenti lunghi, lunghissimi che solo chi viaggia per lavoro conosce bene. Quante volte ho pensato a “te” e quante volte mi sono chiesto che fai, con chi e dove. Quante volte mi sono chiesto se senti la mia mancanza come io la sento di te e quante volte ho sperato di ricevere una email con una semplice, brevissama frase “torna da me. Mi manchi”. Io non so voi come vivete questi momenti ma io, che viaggio per lavoro, quando sono fermo ad un tavolino di un aeroporto nell’attesa del mio volo, quando sono nella hall di un albergo nell’attesa di un appuntamento, quando sono in taxi che mi sposto da e per l’aeroporto, quando sono in camera di albergo e mi rilasso facendo una doccia o lavoro aspettando il prossimo appuntamento o solamente mi assorbo nella lettura per aspettare il domani, vivo questa lontananza con frustazione e solitudine. Mi basterebbe sapere che mi pensi e sentirmi un giorno dire “torna da me. Mi manchi”. Non credo esiste miglior frase di questa per esprimere tutto il mio concetto “ nessuna misura del tempo è abbastanza x te ma inzieremo da un “per sempre” – frase tratta dal film Twilight – che sto guardando proprio ora durante questo intercontinentale, interminabile, lunghissimo e difficile ma che mi riporta da te. Ti voglio bene. Così. Per dire.