ci sono persone che devono dare agli altri indipendentemente da quello che ricevono. persone come me che sentono il bisogno di aiutare chiunque, compresi quelli che gli hanno fatto del male o dei torti. Ci sono persone, appunto, che non riescono a vedere sempre e solo se stessi e che pensano, si illudono forse, che il mondo e la vita sia bella se vissuta in unione. Queste figure, così curiose o strane, come mi sento io, non sono benefattori ma solo persone che sentono il bisogno di dare tutto quello che hanno e si dispiacciono se pensano di non esserci riuscite. Ci sono però momenti in cui sono queste persone ad aver bisogno di un piccolo aiuto esterno e spesso succede che si ritrovino sole. sole difronte a tutto e tutti, a cercare di risolvere le loro cose e guardandosi intorno si domandano “ma come nemmeno una mano o solo una parola di aiuto o conforto?” spesso, se non tutte le volte, ci si rimane male, soffocati da tanto egoismo, ipocrisia, falsità. mille domande e mille risposte balzano alla mente e la più facile e ricorrente è sempre “non li aiuterò mai più” quando poi basta un loro piccolo cenno un qualsiasi cenno che si corre e ci si divide. Allora mi domando come posso e possiamo fare per non soffrine sempre? siamo persone al di fuori del tempo o di questa società? siamo persone alle quali manca affetto o una forma di attenzione? cosa ci manca a noi che voi avete? cosa ci rende così lontani e diversi? cosa ci spinge ad esservi vicini sapendo che voi non fate e farete lo stesso? io so vivere la vita solo così e così la vivino le persone come me e quindi posso solo dirmi che da qui a quel giorno tante e tante altre voilte mi vedrò costretto a sentirmi mortificato di voi e della solutudine nella quela mi sento. a me, basterebbe che voi sapeste che esisto. niente di più. così.per dire.