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Ricostruiamoci una immagine

Stamani mattina, o meglio, prima del sorgere del sole, mi sono reso conto che la mia immagini inizia ad offuscarsi. Mi sono reso conto che il mio grande impegno, per questioni professionali e meno, inizia ad indebolire la mia persona a beneficio di un’altra. un’altra? proprio di quella? ma no! ho letto male? dopo tutto è sempre buio! la maggior parte delle persone dorme e quelle poche sveglie, non entrano a lavoro così presto. ma poi, perchè proprio quella? detta così, letta così, potrebbe apparire invidia, ma così non è. la mia è solo curiosità, una curiosità nata dal fatto che nessuno conosce l’altra persona, nessuno ci si rapporta, e meno che mai l’altra persona vorrebbe rapportarcisi…. non saprebbe nemmeno cosa dire.ed allora perchè? Semplice! il trascorrere del tempo, il cambio di persone al vertice, la vita e le amicizie perse portano a questo. un “questo” strano, dove la tua immagine si offusca, dove ti domandi se quello che fai è capito, compreso, accettato, aiutato, rafforzato o se quello che fai… lo fai solo per te.
che dire…. penso e proseguo? lascio perdere? mi dedico ad altro? lascio spazio? mi ricostruisco una immagine? non saprei. non so. però posso dire che non soffro la competizione, ma soffro l’indifferenza. lavorare per me è piacevole, ma lavorare per tutti è meglio. io so che esiste di meglio al mondo, ma so che posso arrivarci anche io e non per guardare dall’alto gli altri ma per guardare me dal basso e pormi nuovi obiettivi. così. per dire.

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Costrizione, pesi e futuro….. tutto in un uomo

Indiscutibilmente la vita di ognuno di noi è scandita dal tempo, dal ticchettio delle lancette, da secondi, minuti ed ore. Indiscutibilmente la vita di ogni persona è fatta di giornate di 24 ore, tutte uguali, nel tempo, che si susseguono instancabili lungo tutta la nostra vita. Indiscutibilmente la vita di ognuno di noi è scandita da questa sincronia temporale, ma quanto è vero? Si, quanto valgono le ore che trascorriamo? quanto pesano le ore che viviamo? quanto sono dense le ore che riempiamo? Il loro valore, il loro peso e la loro densità è soggettiva e qui voglio soffermarmi. Vivere 8 ore al giorno dense non può valere come vivere le stesse ore con spensieratezza. ci sono lavori che ti permettono sorrisi, pensieri e caffè mentre altri ti tengono con il capo chino, con i pensieri, con le preoccupazioni. ci sono lavori che non ti danno il senso del “peso della vita”, lavori che si fanno vivere più o meno serenamente e lavori che sono macigni e che affondano, o vorrebbero, chi li vive. certo, il carattere, il modo di vivere la vita fa la sua differenza, ma rimane che se una persona è ed ha delle responsabilità, non può non sentirsi pilastro di pensieri, costrizioni e futuro da creare.
Poi ci sono momenti in cui queste persone sono più stanche, o sentono di più o maggiormente il peso della vita. poi ci sono momenti dove la vita vera, quella non professionale, incide sul quotidiano, sui pensieri e quello che ci circonda. poi ci sono momenti in cui quello che c’è non vorresti ci fosse e quello che non volevi vorresti averlo. certo, la somma, la concomitanza, la casualità o la somma di tutto questo rende tutto più semplice o più complesso, ma rimane il fatto che la vita, la nostra vita, seppur uguale nella scansione e nello scorrere non è e non sarà mai uguale per tutti. Qualcuno vivrà 100 anni e qualcuno vivrà lo stesso periodo come fossero 300 di anni. Costrizioni, pesi e futuro, tutto questo vive in un solo uomo, un uomo forte ma solo. un uomo che vive perchè deve dimostrare agli altri, come se valesse, ed a se stesso che la vita, nel suo scorrere, nel suo lento muoversi è e deve essere vissuta. Ogni tanto mi pento di questo carattere, ogni tanto me ne vanto, ma quel che è vero è che la mia vita durerà quanto hanno deciso che duri ma sarà piena, molto piena, molto intensa e per questo un pò più lunga, dura e pesante di altri. così sono, così vivo, così cresco. costrizione, pesi e futuro, appunto, tutto in un solo uomo. così. per dire.

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erano solo piccole uova…

Guardo le cose passare davanti a me, seduto nella mia sedia. Guardo le persone crescere intorno a me, seduto nella mia sedia. Ascolto le persone parlare, seduto nella mia sedia. Fermo, immobile. Guardo da spettatore silente quello che gli altri fanno, dicono, muovono. Guardo da persona interessata quello che li attrae, quello che li coinvolge, quello che li distrae e quello che li confonde. Guardo da persone pensante le cose che mi circondano e avvolgono riflettendo molto sulla distanza che c’è tra me e loro, su quello che fanno e che faccio, su quello che fanno e che farei. Quello che spesso mi incupisce è la grande differenza che c’è tra me e loro, una distanza abissale per quanto non esista. Uomo tra gli uomini, persona tra le persone. Guardo e penso. Penso e rifletto. Rifletto e domando. Domando e riprendo a guardare. Io solo, solo io e niente più, questa è la mia vita. Un percorso caotico e bruno, un percorso altalenante, un percorso impegnativo, un percorso. Coloro che pensavo vicini, così vicini non sono mai stati. coloro che credevo amici, così amici proprio non erano e quindi? quindi riflettiamo molto su quello che sono, siamo, diventiamo. così. per dire.
un piccolo uccellino depositò 3 uova nel suo nido. un nido dolce, accogliente, nascosto tra la verbena. Burbere persone videro quel sacco d’amore e capendo la sua importanza non lo profanarono. Il piccolo uccellino tornò nel nido e vi deposito altre due uova quando un altro burbero uomo vi si avvicinò. anche lui, seppur rude capì che sarebbe stato stupido profanare il nido. L’uccellino, convinto di essere riuscito a trovare il suo “io” tornò al nido e vi deposito il 6 uovo. Le rudi persone osservavano i 6 piccoli ovali con gioia. guardavano quegli ellissi con timore e soddisfazione. quelle rudi persone, così rudi forse non lo sono, penso il piccolo uccellino. ma allora non è vero che l’uomo è crudele ed uccide senza una ragione. il piccolo uccellino era felice perchè la sua debolezza e la sua fragilità venivano compensate da quei rudi figuri. Niente mi potrà far male e niente distoglierà il mio affetto alle uova. se non sono cattivi gli uomini chi potrà esserlo? Il piccolo uccellino uscì dal nido andando a beccare qualche bruco ed al suo ritorno trovò tutte le uova rotte, il nido distrutto e nessuno ad aspettarlo. il piccolo uccellino si guardò intorno e con stupore vide un gabbiano, un uccello come lui, che finiva di mangiare una parte del suo uovo. fu allora che il piccolo uccellino capì che le cose più cattive, più forti e più crudeli non arrivano sempre da chi te lo aspetti, non sempre chi pensi sia cattivo lo sarà. il piccolo uccellino capì che è dai suoi simili che doveva guardarsi, era dai suoi simili che doveva proteggersi, erano loro i veri crudeli. Un rude umano entrò, l’uccellino volò via, l’uomo si disperò…. erano solo piccole uova di un piccolo uccellino.

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Spam ?

Nel mio viaggio mattutino verso la città, approfittando del lungo percorso, del silenzio notturno e del sorgere del sole, ho riflettuto o voluto riflettere, sulla parola “amicizia”. Mi sono chiesto cosa voglia dire per me, cosa voglia dire per gli altri e cosa voglia dire nel contesto in cui vivo e lavoro. Amicizia intesa come rapporto umano? Amicizia intesa come rapporto di interesse? Amicizia intesa come empatia? Di quale amicizia stavo ragionando? Si perchè anche se da bambini ti insegnano tante belle cose sull’amicizia, poi scopri che in realtà sarebbe più giusto chiamarla conoscenza. Un amico è per tutta la vita (cazzata), un amico non ti tradisce mai (cazzata), un amico pensa prima a te che a se stesso (cazzata), un amico è un amico e basta (cazzata) e tanti altri bellissimi modi di dire che poi, nella pratica, si dimostrano per quello che sono (cazzate).
L’amicizia, con il tempo, si dimostra per quello che è : necessità reciproche. Ecco è solo questo che lega due persone, la reciproca necessità di qualcosa. che sia futile o meno, poco importa ma solo questo fa si che si costruisca un rapporto, perchè se così non fosse come si spiegano alcune assurdità che allontanano due persone? Un amico ti vuole bene, però ti fa star male. quale sarebbe e dove sarebbe l’amicizia? Un amico non ti metterebbe mai in difficoltà ma poi gli capita di farlo e quindi dove sarebbe l’amicizia? Un amico ti guarda alla spalle ma poi te lo fa pesare. Insomma, ragionandoci su, guardando il sole che sorgeva e qualche uccello provare a solcare il cielo in cerca di qualcosa da mangiare o solo per riscaldarsi il corpo dalla lunga notte, ho capito che un rapporto umano si costruisce in un attimo e nello stesso attimo può finire. certo dispiace vedere che qualcosa che tutti ti dicono esistere, poi non c’è. ed allora, girando una curva, passando sotto un cavalcavia, illuminando uno scosceso dirupo mi sono capito e chiarito. no, non c’è modo. si tratta di spam. con questa persona non posso proprio legarci. mi dispiace ma non posso. vorrà dire che riprenderò il percorso da dove l’ho lasciato senza la falsa illusione di aver qualcuno vicino, e la certezza che se dovrò aiutarmi potrò farlo contando solo su quello che davverò ho. me stesso.

uno stormo, mille uccelli, volavano verso nord. tutti insieme seguendo una rotta invisibile. mille piumaggi, mille anime, mille piccoli animali. mille essere distinti. così. per dire.

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Quando gli elefanti combattono ….

C’è un bellissimo detto, in Tanzania, che dice :”Quando gli elefanti combattono è sempre l’erba a rimanere schiacciata.”
Cosa c’è di più vero ed aderente alla realtà di questa frase? Un pensiero corto, preciso e ricco di significato. Il mondo ha combattuto una grande guerra, ma chi ne sta pagando le conseguenze sono solo le piccole foglie d’erba. L’indifferenza per qualcosa che non si capiva, la convinzione che questo qualcosa non potesse mai toccare noi, la superficialità tipica di chi si crede superiore, una città che ostentava ricchezza ed oggi cosa siamo diventati? dove ci ritroviamo? oggi siamo bruscoli che non sanno cosa fare. foglie d’erba che non possono far altro che vedere la zampa dell’elefante piombare su di loro senza poter far niente. oggi c’è solo posto alla paura, alla disperazione. oggi quello che incuteva timore provoca rabbia e questa rabbia è difficile da gestire. ma che ne sa un elefante dei sacrifici che fa una piccola foglia d’erba? ma che ne sa un elefante che quel piccolo seme, quel germoglio, ha impiegato giorni per sbocciare, giorni per crescere, giorni per fortificarsi. Una zampa, un istante e tutto sfugge, tutto svanisce, tutto va. Questo mondo, questa nazione, questa città e tutti noi, mi sembrano foglie d’erba che rimangono schiacchiate da un elefante. così. per dire.

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