Chi mi segue, chi mi conosce e chi mi legge, sa che scrivo per riflettere, scrivo come terapia, scrivo per capire gli altri, scrivo perchè mi perdo nelle note di una canzone, di una sinfonia o di un attimo.

Chi mi conosce sa che quando scrivo, qualcosa ha attraversato la mia vita più velocemente del solito o lasciando un solco un pò più grande del normale.

Spesso parlo di sentimenti, forse perchè siamo poco abituati a condividerli con gli altri o a dimostrarli, forse perchè mi rendo conto che l’amore, la passione, la rabbia, l’ira, la serenità, la felicità e così via, siano l’unica cosa che ci lega a questa vita fatta di mediocrità e superficialità, una vita che scorre rapida e che ci avvicina ad un finale uguale per tutti.

Ma oggi no, oggi vorrei scrivere di opportunità e di coerenza. Oggi mi domando a cosa servano gli sforzi delle persone, anime che pensano di poter cambiare il mondo, quando quel mondo, alla fine, sta bene com’è. Oggi vorrei scrivere di tutti coloro che combattono una guerra non voluta, di tutti coloro che non accettano di piegare la testa arrendendosi ad un “nemico” invisibile e ad uno ben chiaro.

Oggi vorrei soffermarmi sull’ipocrisia di chi non si rende conto di quale sia la vita dei più e di chi ieri diceva una cosa e oggi un’altra, ma non perchè l’esperienza l’ha portato a capire l’errore, ma solo per nasconderlo a noi.

Oggi vorrei scrivere di cosa sia stato attraversare il fosso dell’ignoto, da solo, contro tutto e tutti e cosa sia stato camminare nel buio ad occhi chiusi, sentendo qualcuno dire che era lì, accanto a lui e che gli stava porgendo la mano, rendendosi conto che così non è mai stato.

Oggi vorrei scrivere di chi ha navigato su mari perigliosi, aggrappandosi solo alla sua forza, guardando la ciurma tremare, ma sicuro dei suo IO, quando intorno qualcuno paventava bonaccia.

Oggi vorrei scrivere di cosa sia stato veder un barlume di luce e non perchè era il sole a sorgere, ma perchè un faro si prospettava all’orizzonte.

Oggi vorrei scrivere di cosa sia pianificare la vita di chi ti circonda, quando niente di sicuro esiste.

Oggi vorrei scrivere di cosa sia avere l’amore lontano, ma non perderlo mai di vista perchè solo grazie a quello che farà, prima o poi qualcosa cambierà.

Oggi vorrei scrivere di cosa sia guardarsi intorno e sentirsi soli e non capiti, sentirsi necessari anche per coloro che non riescono ad aiutarti.

Oggi vorrei scrivere di cosa sia passare da una vita ad un’altra senza volerlo, senza chiederlo.

Oggi vorrei scrivere di quanto la strada di ognuno di noi sia diversa e di come sia dura, ma anche di quanto la vita di molti dipenda dalle scelte di pochi.

Oggi vorrei scrivere di questo, ma sarebbe inutile, sbagliato e triste, perchè chi conduce una nave sa, lo sa bene, che quel timone ha posto per una sola persona. Sa, lo sa bene, che ci sono attimi, ore e giorni in cui la solitudine è la sua unica compagna, quella vera, unica, quella che gli permette di fare le cose migliori, di decidere il bene altrui (quindi il suo).

Chi, come me, ha visto burrasche, sa bene che non avrà mai aiuto da nessuno e non perchè non lo voglia o perchè non vogliano darglielo, ma perchè ognuno di noi nasce per coprire una casella nel puzzle della vita.

Chi, come me, ha deciso di fare questa strada sa cosa sia vincere nei silenzi, vincere quando nessuno si esprime o godere di un sorriso lontano.

Ci sono persone che nascono sole e persone che sole rimangono.

Oggi vorrei scrivere tanto, ma non lo farò perchè comunque sia so che il cielo è celeste anche se coperto dalle nuvole.

Nella vita, ho provato sempre a vincere, anche quando sapevo che mi avrebbe chiesto il sacrificio delle scelte, ma sapendo dove andare, ho sopportato il dolore del momento gustandomi i sorrisi che sarebbero venuti dopo.

Un capitano della nave sa sempre dove andare e quando non lo sa, non si vergogna a dirlo.

così. per dire. CJJ

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