Ira funesta

Cantami, o Diva, del Pelìde Achille
l’ira funesta che infiniti addusse
lutti agli Achei, molte anzi tempo all’Orco
generose travolse alme d’eroi,
e di cani e d’augelli orrido pasto
lor salme abbandonò (così di Giove
l’alto consiglio s’adempìa), da quando
primamente disgiunse aspra contesa
il re de’ prodi Atride e il divo Achille.

Recita l’Iliade e, spesso, mi vien da pensare a questo scritto quando una persona offesa, reagisce e trasforma la sua ira modificando eventi e situazioni.

Eppure siamo uomini di ratio, persone che vivono il presente, che dovrebbero aver così tanta esperienza da gestire l’imprevisto ma così non è, e con rabbia e collera, spesso senza un benchè minimo controllo si modifica uno stato psichico rendendoci vulcanini e incontrollabili.

Eppure le emozioni fan parte del nostro quotidiano, del nostro vivere, potete pensare ad una vita senza sussulti ed emozioni?

Impossibile, perchè queste, che se ne voglia, sono le corde vibranti della vita, sono le cose che ci portano a continuare ad andare avanti.

Ed allora accettiamo la vita, sapendo che la rabbia e la collera fanno parte di noi ma che possiamo riuscire a gestirli, mitigandoli, consapevoli che l’eterno amore e la pace astrale sono solo dei miraggi filosofici

Così. per dire. CJJ