Alla fine è arrivata ….
c’è voluto tanto, davvero tanto, ma alla fine è arrivata e come tutte le cose che si desiderano tanto, arriva quando non ci si aspetta. Quanto è bello raggiungere un obiettivo che fino a pochi giorni fa sembrava irraggiungibile. come è bello poter dire “ce l’ho fatta”. di qualunque cosa si parli, professionale o personale poco importa, perchè quando si arriva lì, sul traguardo, si chiude un cerchio, uno stato d’animo, una emozione. ed allora? allora ci si deve girare, si deve capire che quello raggiunto, quel traguardo ora è diventato un punto di partenza ed iniziare a vibrare per qualche altra cosa. La nostra vita non ha un percorso definito, non ha una durata decisa e quindi non lasciamoci mai assecondare dalle cose e proviamo a migliorarci sempre (anche se risulta un pò faticoso) perchè in fondo, ma proprio in fondo., nessuno di noi crede che questa vita finisca così, senza un niente dopo. quindi? guarda avanti e vai dritto la tua strada che la meta è vicina. io ci sono, te ci sei, noi ci siamo. tira dritto! così. per dire.
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le parole nei tuoi occhi
come è difficile capire le persone e la gente. quanto siamo diversi in ogni atteggiamento e modo di fare. quanto è complesso il cervello umano. quante domande possiamo farci senza mai ricevere la stessa risposta. eppure ci sono cose ed atteggiamente che, silenziosamente, esprimono tutto, molto e forse di più. ci sono cose, come gli sguardi, ci sono cose, come i silenzi e ci sono cose, come i pensieri, che in un piccolo attimo, in un solo attimo, riescono a spiegarti tutto quello che fiumi di parole non riescono a fare. ci sono situazione ingarbugliate e difficoltà di comunicazioni che in un solo istante si risolvono con la sola forza di uno sguardo. ed allora mi domando come mai non riusciamo a capirci senza parlare ma non espirmendo i nostri concetti? perchè con le parole rendiamo più complessa quella che è la nostra comunicazione? forse il nostro vero essere è quello dei sentimenti e dei pensieri e meno quello della dialettica, o forse è la necessità di fraintendere o forse nessuna di queste. chissà. così. per dire.
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Te sei troppo esigente ?!?!?!?!
Ci sono cose che sono nel tuo cuore, cose che albergano in te, cose ed azioni che non puoi far o gestire diversamente. Io sono così, ricco di difetti e povero di pregi, può essere, io sono colmo di contraddizioni e scarso di peculiarità, può essere, ma sono questo e non capisco o riesco a capire come si possa essere diversi. Io esigo dagli altri sempre meno di quello che in prima persona metto. Io esigo da chi vive e collabora con me, sempre meno di quanto io dono a coloro. Io esigo dagli altri un impegno sempre inferiore a quello che quotidianamente io metto in campo eppure non basta. No, non basta per vedere negli altri un minimo di riconoscenza o di consapevolezza che ogni sforzo, ogni singolo sforzo, ogni cosa che faccio è e sarà sempre per migliorare la vita di tutti, compresa la mia. E’ normale, e lo so, che solo io possa capire quello che faccio e quanto investo per questo. E’ normale, e lo capisco, che agli altri interessi solo il loro piccolo “orto” ma sentirsi rimproverare per il troppo impegno mi sembra davvero eccessivo. quante cose vorrei e dovrei scrivere, quante sensazioni ed emozioni dovrei cercare di trasmettere ma so che è meglio non farlo, so che perderei tempo e so che non sarebbero utili a nessuno. Io in questa vita ho sempre maggiori difficoltà a viverci secondo le sue regole, io in questa vita non riesco più a capire tutta questa disumanità (intesa come lontananza di intenti), io in questa vita non capisco più quale sia il mio percorso. io sono e mi sento capace di aiutare gli altri. io sono e mi sento capace di levare a me per dare agli altri. io sono e mi sento capace di donare senza dover ricevere, ma possibile che questo valga solo e sempre più spesso per me? Se solo imparassi ad essere come sono quasi tutti. se solo imparassi a vivere la vita con meno intensità. se solo imparassi a pensare più a me che agli altri. se solo se….. così. per dire.
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ma io cosa ci faccio qui?
non so se a voi vi sia mai capitato di ritrovarvi in un posto senza capirne la ragione. Ancora peggio se in quel posto ci siete andati volontariamente o carichi di mille speranze. sarà più stupido ascoltare qualcuno che dice una cazzata annuendo come se stesse portandovi a conoscenza di una verità nascosta oppure perseverare nella ricerca di valutazioni e motivazioni non più esistenti? sarà più stupido continuare a credere che le cose possano cambiare o continuare a credere di poter resistere? sarà più stupido pensare che la vita continua indipendentemente da loro oppure pensare che avete fatto un errore madornale ancor più grande continuando a stare lì? quante domane e quante risposte in un solo istante se non fosse che la pigrizia, per alcuni, la paura, per altri, la stupidità per altri ancora vi porta a pensarci senza agire ed allora torno alla mia domanda iniziale: ma io, di preciso, cosa ci faccio qui?
così. per dire.
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e quando il vaffa è terapeutico…
Ebbene si, è proprio vero, alcune volte un bel vaffa è decisamente terapeutico. Non importa che tu lo possa dire a piena voce, sommessamente o dentro te stesso, ma poterlo dire (e pensare) ti alleggerisce di qualche pressione. Ci sono persone con le quali potresti parlare un mese, potresti fargli dei disegni o provare con dei segnali di fumo ma niente da fare, queste grandi persone proprio non capiscono ed allora? allora arriva il momento di guardarle negli occhi e pensare ….. vaffa. Una medicina santa. provare per credere. così. per dire.
ps seppur terapeutica non crediate che risolva il problema ma almeno, per qualche breve istante, vi farà stare bene.
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