Molto spesso, nell’arco di una giornata, ci ritroviamo a percorrere una linea sottile. Una linea che pone confine tra lo star bene con le persone che ci circondano ed il non tollerare niente e nessuno. La dimensione di questa linea immaginaria dipende dalle persone, dai caratteri, dagli umori, dalle circostanze, dal tempo e da tante altre variabili, ma ognuno di noi, ne sono sicuro, spesso si avvicina a quella linea. Eppure ognuno di noi ha bisogno di condividere pensieri, circostanze, situazioni o anche solo attimi con gli altri. E’ nella nostra indole, nel nostro modo di vivere la vita, nel nostro DNA. Eppure succede che nei momenti in cui credi o vorresti stare bene con qualcuno / qualcosa, ti ritrovi a stare male? Spesso mi chiedo che cosa accada nei nostro cervello, quali meccanismi o ingranaggi si mettano in moto in queste situazioni. Spesso mi domando come possiamo farci del male da soli. Spesso mi domando cose alle quali non riesco a darmi risposta. ed allora capita che mi appresto a vivere una cosa con la felicità e la serenità e mi ritrovo a momenti difficile, duri, indesiderati. La mia vita, e forse quella di tante altre persone, corre vicino a quella linea, quella linea che speriamo di tenere lontana che che prepotentemente e senza preavviso collima con la nostra vita quotidiana. Vivere una vita solo per viverla o vivere una vita per potersi sentire vivi? La retorica lascia il posto alla realtà, ma spesso viviamo la vita solo per tirare avanti e per superare quei momenti difficili. Un sorriso, alcune volte basta solo un sorriso per allontanare quella linea e quel sorriso sono in pochi che riescono a donartelo.Avessi una bacchetta magica, ora, mi impegnerei perchè quei sorrisi arrivassero e quella linea immaginaria, sempre più sottile, si allontanasse da me e dai miei sogni. così. per dire.
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Io proprio non riesco a capire coloro che “hanno” e che cercano il modo di aver sempre di più andando a pesare su coloro che non hanno. Possibile mai che in quei momenti non provino vergogna nel chiedere qualcosa a qualcuno che non ha altro che se stesso, poche sicurezze e futili speranze? Possibile mai che la voracità delle persone sia tale? Certo è che guardando al nostro passato, alla nostra storia è facile vedere situazioni simili ed allora non possiamo lamentarci se oggi giorno le cose vanno così. Colui che ha avrà sempre, è colui che non ha che avrà sempre meno. Forse il succo di tutto è racchiuso in un vecchio post “scendo per raccogliere le fragole” e forse sono proprio quelle persone che meglio vivino la vita. così. per dire.
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Dopo anni di copie, di backup, di controlli e di previsioni, un giorno, o meglio una sera, il mio laptop si è fermato e mi ha salutato. “Ok ho le copie ripartirò da quelle” mi sono detto se non fosse che ho scoperto che il problema era un virus tanto virulento da non permettere il recupero dei dati. Quindi? Ho trascorso molte ore nel pensare finquando lo sconforto e la consapevolezza del problema mi ha dato il coraggio di comprare un nuovo hd ed installato un sistema operativo diverso (che dopo 3 settimane posso dirvi che mi pento di non averlo fatto prima). A questo punto c’era la domanda più difficile da rispondersi: “ricostruisco un passato o tento con nuove soluzioni?” Ovviamente entrambe le risposte hanno i suoi lati positivi e negativi, come tutto nella vita. Spesso per paura del nuovo e della fatica a dover capire, a dover ripartire da capo si preferisce ripercorrere il passato o facendolo diventare ancora più vecchio, altre ci si butta a capofitto nel nuovo scoprendo di preferire il passato senza poter più tornare indietro. Troppi fattori incidono nella risposta, le persone, le situazioni ed i contesti. Nel mio caso ho deciso di ricostruire il passato, sognando il futuro, ma con la paura di non riuscire a toccarlo. Se mi fermo a pensare e rileggere mi viene da pensare che questa esperienza non sia solo legata ad un virus ma sia simile a tante situazione che accadono lungo la nostra vita. Ad ognuno la sua risposta, ad ognuno il suo virus, ad ognuno la giusta soluzione l’importante è “decidere” da soli. così. per dire.
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Posted by admin in Curiosità
Ebbene sì ho finito la mia prima coppia di pile AA del Magic Mouse della Apple. Sono durate 3 mesi precisi precisi (3 dicembre – 3 marzo) e mi sembra una durata “giusta” se considero la mole di lavoro che ha sopportato. così. per dire.
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Ci sono circostanze della vita che se vissute da spettatori risultano davvero buffe. Situazioni che vissute da lontano sembrano surreali, incredibili, fuori dal tempo. Può capitare di vedere cose che pensavamo vive solo nelle barzellette e cose che sono impossibili da raccontare. Quando accadono, un leggero ghigno appare sulla nostra bocca dandoci una sensazione di “serenità” e di “incredulità”. Fintanto nel mondo ci saranno persone surreali, vive, libere, diverse sarà un mondo da scoprire. pensatevoi se tutto fosse protocollato, definito, pensate voi che vita sarebbe. ed allora ben venga il sorriso e le storie buffe da raccontare. a buon intenditor poche parole! così. per dire.
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