E poi capita di chiudere gli occhi, battere le dita delle mani su una scrivania e lasciar scorrere via i pensieri, lontani da sè, lontani da tutto.

Come uccelli liberi di volare, come acqua che scorre in un torrente o come nuvole che si muovono in un cielo blu, i miei pensieri si muovono scorrendo veloci, come sorridendo ad una libertà ritrovata, come soddisfatti di poter andare dove vogliono senza che la mia ratio li confini ancora una volta.

Fragorosi e veloci, colorano lo spazio davanti a me, scalpitando e gioendo seppur consapevoli che prima o poi, dovranno tornare ad una normalità che ha poco spazio per loro.

Gioie e dolori, futuro e passato, secondi e giorni, amore e odio, sconforto e amore, sensazioni ed istanti che vengono ripercorsi attimo dopo attimo, come a voler rinfrescare il ricordo di ciò che è stato e che mai se ne andrà, come voelrmi ricordare chi sono, come volessero far emergere quanto faticosamente ho nascosto alla vita.

I diti si muovono veloci sul quel piano di legno, come a seguire i vortici celesti e gialli dei pensieri, particelle che staccandosi si appoggiano lentamente sul mio IO e note decise nelle mia mente, come se una grancassa, scandisse ogni attimo, come se la mia anima volesse sottolinearne ogni sussulto.

Ma come tutto nella vita, anche questo ha un inizio ed una fine.

Gli occhi si aprono, le dita si fermano e con loro i miei pensieri, la grancassa smette di suonare per far spazio al silenzio dell’oggi.

Attimi, sensazioni, amori e sogni si riconfinano lì, nel mio cuore, frementi di riprendere a volare liberi nel cielo, ma felici di avermi ricordato chi sono, cosa sono, ma, sopratutto, quale è lo scopo della mia vita qui, in questo mondo.

Non sempre quello che vediamo ad occhi aperti è quello che ci circonda, spesso solo chiudendo gli occhi si vede la vita.

così. per dire. CJJ.

ps ogni attimo trascorso ad aspettare che accada qualcosa, è un attimo che regaliamo alla morte.

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