Rispetto per rispetto?

Ci sono situazioni che disturbano ed altre che possono essere sopportate. Ci sono situazioni che devono essere accettate ed altre che ti logorano e tra queste c’è la maleducazione.
Ho sempre pensato che l’unico modo giusto di comportarsi con gli altri fosse quello di essere come vorresti che fossere con te. Io lo faccio, ci provo, mi sforzo in ogni occasione e gli altri?
Vi siete mai trovati a parlare con qualcuno di cose serie che richiedono un minimo di impegno, diciamo così, e sentir squillare un cellulare o un fisso ? Bhe quando capita a me, valuto la situazione, la persona e l’argomento e nove su dieci non rispondo, mettendo in “silenzioso” per non alterare il flusso del discorso, del pensiero e della riflessione. Solo dopo, mi preoccupo di colui che aveva bisogno di me. ed invece, sempre più spesso incontro persone che al minimo squillo sono prese da frenesia bestiale, come se cadesse il mondo, come se dall’altra parte del filo ci fosse un Dio, come se il tuo dialogo fosse diventato stupido, inutile, futile e senza scusarsene si interrompono lasciandoti con le parole in bocca, stupido e stupito. ma perchè io mi pongo sempre delle remore verso tutti? ma perchè io guardo sempre il cuore e la mente e mai il futile? ma perchè io peso così tanto l’altro da sminuire me? l’educazione è alla base della vita, ma forse la vita degli altri e del loro essere non è così importante come lo è per me se basta uno squillo per rompere una delle cose più belle che abbiamo “il rapporto umano”. l’uomo, macchina infernale di reazioni sconclusionate e sempre diverse. così. per dire.

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Quella sottile linea

Ne abbiamo gia’ parlato alcune volte, ci siamo già confrontati in merito, ma rimane che esistono leggere sfumature nell’interpretazione delle cose e degli eventi. Certo, esistono anche casualità e qualcuna di queste è così puntuale che sembra pianificata, ma spesso, il caso, la sorte o il destino, decidete voi, fanno accadere cose che affrontate nel momento possono essere lette in maniera diversa che riguardate a distanza di qualche tempo.
Io faccio, lui vede, lei legge, loro commentano, essi credono…. un circuito incredibile dove un semplice gesto entra nella visione generale e le sue finalità moltiplicate esponenzialmente. Poi ci sono le persone che hanno bisogno di fare per essere notate. Si, quelle persone che ritenendosi inferiori o emarginate (e spesso lo decretano da sole senza che nessuno glielo abbia detto o fatto capire) devono in tutti i modi dimostrare a se stessi, prima, ed agli altri, poi, che esistono e quindi degni di attenzione. E questa seconda parte, è quella che oggi voglio guardare con un occhio più attento. Oggi voglio soffermarmi su quella “mandria” di persone che non riescono ad esprimere un loro pensiero, un loro credo o anche solo un loro punto di vista. Persone che sanno solo cercar di soddisfare gli altri, alterando se stessi e, conseguentemente, pentendosene. Una gamma di persone che deve essere presente, deve essere considerata, deve essere sempre sul pezzo ma che poi, sul pezzo non sa starci, sul pezzo non sa cosa farci, sul pezzo non sa come proseguire. Esistono tante persone che per caso si ritrovano ad occupare posti importanti o vitali nella nostra società, persone che pensano di avere qualcosa più degli altri solo perchè belle, bionde, alte, palestrate o perchè ritengono che “qualcuno” o “qualcosa” gli abbia donato il dono del “sapere assoluto”. Ci sono così tante persone che vivono di riflesso altrui che quando la sorte decide che ti ci devi confrontare, ti viene subito da chiedertene il perchè. Come può essere in quel posto? come può occuparsi di quello? ma come fa a mandarci avanti se non sa gestire se stesso? ma come può aiutarci a proseguire se non sa nemmeno dove sta andando? Quante domande mi pongo, e mentre me le pongo, mi rendo conto che qualcosa non quadra. Io non sono meglio di nessuno, ma nemmeno peggio. Io non offendo nessuno, ma nemmeno voglio essere offeso, Io non intralcio nessuno, ma nemmeno voglio essere intralciato, ma io voglio poter pensare che chi mi rappresenta, ha qualcosa in più di me e con più di me intendo solo di cervello. Una linea sottile, certo, ma importante. Io non voglio più vivere in una società dove per manifestare il dissenso verso i GRANDI (come si sentono loro) vengono lesi i diritti dei più deboli. Io non voglio mai più pensare che loro scioperano per qualcosa che loro ritengono giusto ma che poi io debba pagare perchè altri hanno deciso che poi così giusto non era. Arriveremo mai ad una forma di confronto più giusta, o come ultimamente si dice più equa. Io vivo in un mondo di persone, ma che prima era di acqua, animali e piante. Io vivo in un mondo corretto non in un mondo dove lo scorretto detta le leggi ai corretti. Io vivo in un mondo e voi? quanto è sottile quella linea della correttezza. come è difficile vederla. come è difficile farla vedere. così. per dire.

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With or without you?

Può una persona vivere da solo, senza qualcosa o qualuno di importante? Può una persona accettare di vivere una vita senza qualcosa o qualcuno che gli dia un motivo per farlo? Può una persona riuscire a sopportare il quotidiano grazie a qualcosa o qualcuno? Cosa ci facciamo in questo mondo se non riusciamo a costruire qualcosa per qualcuno? Dove andiamo se non abbiamo un obiettivo? Che non sia per noi, ma per qualcuno intorno a noi? Quanto valgono le cose che facciamo se legate solo ad attimi e situazioni valide solo per noi? Ognuno di noi saprà, in cuor suo ha la propria versione e verità. La mia? Si racchiude in un “With or without you”. così. per dire.

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Egoismo o follia ?

Quando passi la maggior parte del tuo tempo con il “prossimo” hai la fortuna di vivere molteplici situazioni, di cui molte simili. Il bello è vedere come ognuno di noi le affronta, le studia, le risolve o le gestisce. Chi, come me, ama guardare gli altri per cercare di capirli, diventa un esercizio formativo. Basta un attimo, un solo attimo, per trasformare qualcosa di normale in pura follia o genio. Estremi veri di una stessa soluzione, estremi che solo la mente contorta dell’uomo può ottenere. Una mente che non è possibile catalogare, mai, perchè troppe situazioni esterne ne alterano le reazione finali. Fintanto queste “genialità” vengono osservate, tutto bene, ma quando queste ti toccano come possiamo incanalarle verso il suo giusto declino? No, non esiste un risposta, o meglio una sola risposta, perchè, come dicevo, la mente si trasforma regolandosi sul momento. Quello che ora andrebbe fatto, forse non lo sarà più tra qualche attimo. Attendere ed osservare? Attendere per poi agire? Agire e poi attendere? Ogni soluzione è valida, ogni soluzione è giusta, ogni soluzione merita se a voi dona una risposta. “fermati a riflettere. guarda fuori, nel vuoto. forse quello che fai non ha senso. chissà.” così. per dire.

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Quando tutto gira intorno a noi

Quando la mente procede senza che noi si possa in alcun modo controllarla, quando i pensieri finiscono dove non vorremmo, quando i ricordi affiorano con forza, quando una musica può svegliare memorie lontane e quando una parola soffocata può dar vita ad attimi distanti. Quando una sequenza casuale di note può ricordarci una persona o un evento, quando uno stridulo rumore ci immerge in un torpore di vita e sensazioni. Quanso il lasciar vagare la mente ci allontana dalla realtà, quando la spiritualità si immerge nel nostro corpo liberandolo dal quotidiano. quando riusciamo ad allontanarci dal terreno per vivere attimi o anche solo istanti di vita vera, quella vita non terrena che ci ha preso e portato qua. Quando il nostro Io vaga, inebriato dal niente, dalle sensazioni, quando le parole scorrono, quando tutto intorno si colora, quando tutto quello che “è” diventa quel che “è stato” e quel che “sarà”, quando i sogni viaggiano davanti a noi, quando riusciamo a vedere quello che vorremo accadesse e sorridendo ne assaporiamo le emozioni, quando tutto gira vorticoso intorno a noi con il solo rumore del silenzio. quando niente accade perchè tutto è noi, quando niente ci circonda perchè noi circondiamo tutto. attimi fugaci di emozioni profonde. quel rumore del mare su una riva vuota, fredda, invernale. colori, suoni ed attimi distanti, di un lontano momento. sospirando va. così. per dire.

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