Alla fine sono convinto che anche il silenzio sia un modo per comunicare qualcosa; forse un disagio, forse un disappunto o una contrarietà.

C’è chi si getta nel pianto, chi nello sconforto, chi nella rabbia e nelle urla e chi, si raggomitola nel suo corpo, chiudendosi in fastidiosi e rumorosi silenzi.

Certo sarebbe più facile ascoltare che interpretare, ma quei silenzi, non meno musicali di fiumi di parole, non sono così difficili da capire.

Basta uno sguardo attento per rendersi conto cosa nasconda un silenzio e un secondo per valutare se ci sia una parola, un gesto o cosa altro per rompere quel muro di difesa, ma siamo sicuri che sia ciò che serve a chi, quel silenzio lo ha fatto suo?

Chi si chiude, vuole stare con sè e non con gli altri.

Chi si trincera nel silenzio vuole affogare le parole nei pensieri.

Non fraintendete il silenzio con l’indifferenza per ciò che succede, perchè il silenzio è un modo per chiedere aiuto, un modo per capire e agire, un modo per valutare.

Silenzi che irritano chi non li capisce, silenzi che infastidiscono chi non li vive, ma credete a me, se vi dico che chi si rintana nel suo IO, ha bisogno solo di se stesso e di capirsi. Voi tendetegli una mano, fateglielo capire con lo sguardo o con un sorriso, ma non pretendete di aiutarlo forzandolo a parlare, forzandolo ad essere voi, perchè una persona silenziosa è una persona sensibile, non cattiva.

cosi. per dire. CJJ

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