Ho sempre creduto che tutto, davvero tutto, fosse capibile. Ad ogni azione corrispondesse una volontà, una motivazione. Ho sempre creduto che qualsiasi cosa mi circondasse potesse essere spiagata; magari non era facile trovarne la motivazione o capirne il meccanismo, ma sì, ero convinto che tutto, ma proprio tutto, fosse capibile. Il problema è che da qualche tempo a questa parte ho molta più difficoltà nel capire me stesso ed il prossimo e qualcosa, qualche meccanismo, inizia a sfuggirmi. Che non sia davvero tutto spiegabile? Che davvero ci siano delle azioni nate senza una ragione? Che esistano persone che “fanno” senza saperne il perchè lo fanno o che agiscono solo con l’istinto e non la ratio? Alcune volte mi arrendo, o meglio evito di farmi la domanda, ma altre ripiombo in uno stato confusionale che mi lascia perplesso. Un esempio? Non ho mai accettato la frase “a me cosa importa, non è mio“ Come può una persona fregarsene di quello che le succede solo perchè non è di sua proprietà? Cosa vuol dire questo? Come può pensarlo? Come non può domandarsi anche “ma se me ne frego può ripencuotersi anche su me?” Ok è solo un esempio ma ogni volta che lo sento dire mi faccio mille domande e l’ultima, purtroppo è sempre la stessa: “ma sono sbagliato io?” Fore si? Forse dovrei fregarmene di coloro che se ne fregano di quello che non è loro perchè in fin dei conti non è nemmeno mio?” Forse dovrei fare così? Davvero? Ecco, tutte le volte che mi domando questo mi sento come fuori dal mondo, come una persona sola circondata da fantasmi. E quando a qualcuno chiedo che ne pensa la risposta che ottengo è ancora più sconcertante (per me ovviamente): “Devi imparare a fragartene!” Io so, lo so bene, che non ci riuscirò mai ma se solo riuscissi a trovare quella equazione matematica che mi permettesse di capirmi sarei meno triste di vedere un mondo che si degrada perchè in fondo non è mica nostro? io sento le cose che mi circondano come mie, senza rendirmi conto che sono solo di passaggio, come tutti, con l’ingenuità di credere che qualcosa di me rimarrà agli altri, ma queste sono solo false illusioni perchè non può esistere un mondo con me dentro. Ed allora, sapendo che non cambierò mai, mi rifaccio la stessa domanda: “ma non esiste una equazione matematica che possa aiutarmi a capire?” la nostra vita è un piccolo percorso, non sempre sereno e spensierato, con qualche inghippo e con qualche gioia ma sempre un piccolo percorso è. come vorrei che i problemi del mondo, anche quelli piccolini, fossero importanti per tutti come lo sono per me. come vorrei sentirmi uguale agli altri e non sempre, o molto spesso, diverso. è difficile esserlo, difficile cercare di nasconderlo, difficile cercare di guarirlo. così. per dire.
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ebbene sì, anche per me è arrivato il giorno del silenzio (non dell’addio). Un giorno dove l’unica cosa che ho voglia di fare è, appunto, stare in silenzio. con me stesso. per capire o meglio non pensare. a presto. così. per dire.
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Ci sono volte in cui la speranza ci porta a non vedere la realtà. Ci sono volte in cui la speranza ci tiene lontano dall’evidenza e non ci pemette di capire che “la cosa” è finita. Finito un ciclo, una storia, un periodo o solo una esperienza ma qualcosa è terminato. Ok non siamo al bivio, quello arriverà solo tra un pò, ma bisogna saper vedere avanti per non commettere ulteriori errori. C’è chi vede un uomo che punta un dito e lo guarda e c’è chi guarda a cosa quest’uomo si sta riferendo. Oggi ho la sensazione che debba guardare l’orizzonte e non fermarmi a quel dito perchè oramai sono convinto che questa “lunga, ma molto intensa questa esperienza sia arrivata al capolinea e che si debba solo pensare al domani. Fino ad oggi credevo che tutto fosse possibile, basta volerlo, ma quando mi sono reso conto che il mio “volere” dipende da “altri” ho capito che ogni mia speranza era finita. Ok fintanto non sarò a quel bivio avrò dentro di me una piccola speranza che qualcosa possa cambiare, ma forse bisognerebbe essere così distaccati, così maturi da arrendersi all’evidenza. La speranza è l’ultima a morire? Davvero? Sarà! così. per dire.
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Posted by admin in Curiosità
nel caso in cui decidiate di montare un router sitecom mimo-xr su una connessione adsl alice, potrebbe succedere che rileviate la connessione (il router) ma non riusciate a navigare. Visto che c’ho perso qualche ora e visitato diversi siti, vi riporto alcune impostazioni fatte che mi hanno portato a risolvere il problema; vi ricordo che l’accesso al router avviene con cavo lan e digitando sul browser 192.168.0.1 (admin e password sono quelli forniti dal sistema). I parametri necessari sono :
- vc-mux
- vpi=8
- vci=35
- impostare la connessione come PPPoE/PPPoA e LLC
- mettere come userid e password: aliceadsl
- mettere i DSN: 212.216.112.112 e 212.216.172.162
- infine modificate la connessione mettendola wpa-psk
buona navigazione a tutti.
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Se qualcuno di voi avesse voglia di sostituirsi da sola la tastiera del proprio Acer Aspire 9300, potrebbe trovare la mia stessa difficoltà: non travare nessun manuale o guida d’uso. Dopo un pò di video, qualche dubbio interiore (ma come ……. si farà?) e tanta ma tanta pazienza ho trovato la soluzione. Quale è? la più semplice e saggia. Non dovete togliere nessun profilato, svitare vite o quanto altro ma solo prendere un cacciavite a taglio e far caso alla presenza di 3 linguette vicino ai tasti f1, f7, f11. premendoli la tastiera si alzera e si toglierà con una semplicità disarmante. una volta alzata fate attenzioine a spostare con cura il serra linguetta bianco che collega la tastiera alla base. fate la procedura al contrario e…. tutto perfetto! Tempo impiegato? 5 minuti a star larghi. spesa sostenuta? 30 euro di tastiera comprensiva di spese di spedizione. così. per dire.
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